Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

venerdì 8 luglio 2011

Staminali contro le degenarazioni retiniche

Lo studio sulle cellule staminali sta portando nuove speranze a quei pazienti condannati alla cecità a causa di patologie legate alla progressiva distruzione delle cellule retiniche.

Gli esecutori di questi studi sono i ricercatori israeliani convinti del fatto che, se indirizzate nel giusto modo, le cellule a livello embrionale potrebbero essere usate per riparare i danni alla retina.

Lo studio, eseguito per adesso solo su cavie da laboratorio, ha portato ottimi risultati nella cura della retinite pigmentosa e della degenerazione maculare.

Attualmente non esiste nessuna cura per queste patologie, gli approcci terapeutici consistono nell’utilizzo di tecniche atte solamente a rallentarne il progredire.

Per questo motivo, i risultati ottenuti danno grandi speranze in quanto non rallentano ma guariscono.

Essendo cellule che da indifferenziate crescono per diventare cellule retiniche la controindicazione maggiore è che la loro crescita risulti incontrollabile inducendo quindi un tumore.

(da Oftalmologia Sociale)

 

giovedì 30 giugno 2011

Cheratocono: recenti considerazioni riguardo al trattamento combinato di prk e crosslinking corneale

Dopo circa 10 anni di follow up del trattamento combinato di PRK con il crosslinking corneale nei pazienti con cheratocono si hanno dei buoni risultati.
Il Dr Kannellopoulos ha presentato alla scorsa edizione invernale del Congresso dell’European Society of Refractive and Cataract Surgery (ESRCS) la sua esperienza; egli afferma che la combinazione di questi due trattamenti consente di ottenere una maggior regolarizzazione della superficie corneale anche se non si corregge la refrazione del paziente.
Il medico ha trattato circa 800 casi, i quali hanno ricevuto, nella stessa seduta, un trattamento PRK parziale sotto giuda topografica seguito immediatamente dopo dal trattamento di crosslinking con Riboflavina.
La ragione di un trattamento PRK sotto guida topografica sta nella possibilità di ottenere, così facendo, una superficie corneale più liscia ed omogenea e limitarne il suo appiattimento.
A distanza di 26 mesi la cornea dei pazienti trattati mostra una buona resistenza e forza grazie alla reazione di linking che avviene tra le fibre collagene corneali.
(da Cataract and Refractive Surgery Today)

 

venerdì 24 giugno 2011

Visione bionica

Cat, mat, dad, (gatto,tappetino,papà) sono le prime tre parole lette da un cieco a seguito dell’ intervento per l’ impianto della “retina artificiale”,

L’ intervento è stato eseguito in Inghilterra presso il Manchester Royal Eye Hospital ad un paziente di cinquant’anni che a venti aveva perso la vista a causa della retinite pigmentosa.

La visione di cui è tornato a godere è in bianco e nero e le immagini del mondo circostante sono formate da 60 quadratini (6x10 pixel).

Questo intervento non sarebbe stato possibile se il nervo ottico del paziente non fosse stato integro; infatti il chip che viene impiantato raccoglie la luce proveniente dall’ esterno proprio come fa la retina ma la trasmissione del segnale luminoso all’area del cervello deputata alla visione deve comunque essere fatta dal nervo ottico.

Per questo motivo l’impianto può essere eseguito solo in pazienti particolarmente selezionati in cui le funzionalità del nervo ottico risultano integre.

L’intervento è stato eseguito su 32 pazienti nel mondo e per tutti, sebbene la visione risulti alquanto grossolana, si è trattato di una sorta di rinascita.

(da Oftalmologia Sociale)

 

giovedì 16 giugno 2011

L'OCT Tomografia a Coerenza Ottica nella diagnosi del glaucoma

La tomografia a coerenza ottica è un esame non invasivo, non a contatto, che sfrutta un fascio di luce vicina agli infrarossi che attraversa i tessuti oculari dando delle immagini ad alta risoluzione.

Lo strumento RTVue OCT non è solo impiegato per lo studio e analisi delle strutture retiniche (macula, coroide,ecc) ma anche per quelle del nervo ottico. Questa tecnica di esame è un valido aiuto all’oftalmologo nella cura e follow up della malattia glaucomatosa. A questo vengono associati altri esami: biomicroscopia (lampada a fessura), tonometria (pressione intraoculare), esame del fundus oculi (osservazione della colorazione ed escavazione del nervo ottico), perimetria computerizzata (campo visivo), pachimetria (spessore corneale).

L’esame OCT nell’analisi del nervo ottico ha una grandissima riproducibilità, è un test di facile esecuzione, veloce, soprattutto utile per i pazienti meno giovani che danno minor collaborazione e maggior difficoltà nell’esecuzione del campo visivo più lungo ed impegnativo.

Con l’esame tomografico è possibile misurare velocemente lo spessore delle fibre del nervo ottico e la sua conformazione. Queste misurazioni sono meno influenzate dalla collaborazione del paziente rispetto a quello che avviene nell’esecuzione del campo visivo in cui l’azione del paziente è fondamentale. L’influenza della cataratta sul risultato dell’esame è minore nell’OCT rispetto al campo visivo, cioè le opacità dei mezzi diottrici (cornea e cristallino) influenzano meno l’esame OCT di quanto possano influenzare l’esame del campo visivo.

La tomografia a coerenza ottica nel glaucoma è un utile esame per la cura e follow up del glaucoma, assumendo un ruolo di complementarità assieme agli altri esami diagnostici del glaucoma.

(Da Cataract Surgery)

 

 

 

mercoledì 1 giugno 2011

Ipermetropia dopo cheratotomia radiale

Autori Giapponesi del Dipartimento di Oftalmologia della Università di Kitasato, Kanagawa, hanno operato con una ICL (cristallino artificiale fachico da camera posteriore) un paziente ipermetrope dopo RK (cheratotomia radiale).

Prima dell’intervento aveva un difetto di 5,5 diottrie con un astigmatismo di -1,5 diottrie. Senza lenti vedeva 2/10, con le lenti arrivava a vedere 12/10.

Dopo l’intervento vedeva 8/10 senza lenti e sempre 12/10 con lente: era residuata una ipermetropia di 0,5 diottrie e un astigmatismo di -1,25 diottrie.

Il paziente è stato seguito per un anno e non ci sono state complicanze serie.

Considerando che la RK rende la cornea non stabile, una ICL  può essere una opzione chirurgica ottimale, in alternativa ad un trattamento con laser ad eccimeri.

(Da J Cataract  Refract Surg)

 

 

 

venerdì 20 maggio 2011

Scoperta nuova malattia oculare genetica

I ricercatori dell’università dell’Iowa hanno scoperto una nuova malattia a carattere genetico che colpisce la macula.

Le persone affette da questa patologia tendono a sviluppare a livello di questa zona grandi vasi molto deboli che tendono a sanguinare provocando dei danni molto gravi.

Una volta capito che si trattava di una malattia oculare non ancora classificata, i ricercatori hanno studiato 20 familiari della persona malata i quali presentavano disturbi visivi più o meno gravi.

Di questi pazienti alcuni hanno perso parzialmente la visione centrale, altri sono affetti da strabismo.

Attualmente i ricercatori stanno lavorando per individuare il gene responsabile di questa patologia per riuscire,un domani, a sostituirlo con un gene sano mediante terapia genica.

(da Oftalmologia Sociale)

 

giovedì 12 maggio 2011

Diabete e vista

Il trattamento dell’edema retinico maculare diabetico può essere: la terapia laser , la terapia farmacologica , la chirurgia.

E’ indubbio che la terapia laser è sicuramente la più utilizzata nella storia della terapia retinica con riconosciuta efficacia.

Per quanto riguarda le tecniche di diagnosi dei problemi retinici con l’avvento di strumenti sempre più sofisticati e precisi (OCT= tomografia ottica coerente) è possibile rilevare alterazioni retiniche anche negli stadi iniziali più precoci. La possibilità di misurare lo spessore retinico con grande precisione permette di monitorare l’avanzamento o la regressione, anche lieve, del processo edematoso-retinico.

Una equipe irlandese, guidata dal Dr. Maeve O’Doherty e Dr.ssa Marie Mickey Dwyer del Limerick Regional Hospital ha fatto una “rassegna stampa” nella letteratura oftalmologica a proposito di terapia laser, terapia steroidea, terapia antiangiogenica e chirurgia nell’edema maculare diabetico dal 1997 al 2007.

La terapia laser è sicuramente una delle più efficaci sia per l’edema retinico sia per la retinopatia diabetica proliferante. Questa terapia riesce a mantenere la capacità visiva negli occhi colpiti da retinopatia diabetica grazie al fatto che si distruggono le aree ischemiche, malate, aiutando la sopravvivenza delle aree retiniche non colpite.

Differenti tipi di laser vengono utilizzati e difficile è esprimersi sulla maggior efficacia dell’uno rispetto all’altro (argon, diodi, dye, krypton).

Naturalmente la terapia laser non è esente da complicazioni:

la sofferenza centrale da compromissione foveale, difetti centrali del campo visivo, alterazione della visione dei colori, fibrosi retinica.

A lungo termine più del 60% dei pazienti trattati con laser non riferiscono complicazioni , il 20% ha sviluppato fibrosi retiniche parziali ed aree atrofiche, soprattutto nelle retinopatie diabetiche più avanzate (essudati ed aree ischemiche più diffuse).

La terapia chirurgica è più indicata laddove la terapia laser non ha avuto l’efficacia sperata. Questo tipo di chirurgia viene chiamata vitrectomia e, di solito, tutti gli oftalmologi sono concordi, viene riservata ai casi in cui la proliferazione vitreo retinica e l’edema maculare sono molto avanzati. Questo tipo di chirurgia può dare complicanze più importanti , anche correlate alla gravità della retinopatia diabetica, come emorragia vitreale, distacco di retina, cataratta e glaucoma.

La terapia steroidea è di sicura efficacia nella terapia dell’edema maculare nel diabetico. Le iniezioni intravitreali di cortisone (triamcinolone acetato) hanno avuto sicuramente successo anche se non sono da escludere le possibili complicanze come il glaucoma, la cataratta e, molto rare, le infezioni intraoculari.

Le iniezioni intravitreali nella cura dell’edema retinico vanno ripetute nel tempo per mantenere l’efficacia terapeutica. Il 50% dei pazienti trattati ha sviluppato nel futuro cataratta anche se, indipendentemente dal cortisone, i soggetti diabetici sono predisposti all’insorgenza di questa patologia.

Sempre nel settore delle iniezioni intravitreali di cortisone si stanno anche utilizzando inserti di fluocinolone acetonide e desametasone.

Questa terapia può essere anche associata alla terapia laser.

La terapia con sostanze antiangiogeniche per l’edema retinico è più recente. Esistono delle sostanze nel nostro corpo che favoriscono la crescita dei vasi sanguigni (sostanze angiogeniche) in condizioni particolari, cioè quando il tessuto è sofferente e privo di nutrimento (ischemia). Questi vasi “nuovi” molto aggressivi sono perlopiù vasi anomali che provocano emorragie e distruggono i tessuti vicini. I farmaci cosiddetti antiangiogenici sono farmaci che inibiscono e bloccano la proliferazione di questi vasi.Questa terapia è un’alternativa molto efficace nella cura dell’edema retinico e delle degenerazioni maculari senili edematose emorragiche.

Queste sostanze iniettate nel vitreo sono sostanzialmente 3:

Pegaptanib (Macugen, Pfizer)

Ranibizumab (Lucentis, Novartis)

Bevacizumab (Avastin, Genentech)

Tutte e tre le sostanze antiangiogeniche hanno dimostrato una indubbia efficacia anche se come nella terapia steroidea il farmaco va somministrato ripetutamente.

Le iniezioni intravitreali di queste sostanze possono avere complicazioni quali ipertono oculare, fibrosi retinica ed infezioni intraoculari.

(Da Ophthalmology Times Europe)