Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

martedì 30 giugno 2009

Daltonismo: un aiuto dalle vitamine

Per le forme più lievi di daltonismo, difetto ereditario per cui
attualmente non esistono farmaci o interventi chirurgici, un beneficio
può venire dall'aumento del consumo di alcune vitamine, come la vitamina
A, la vitamina C e la vitamina E. Esse aiuterebbero a migliorare il
funzionamento dei recettori retinici e di conseguenza a favorire al
percezione dei colori.
(Da Rassegna Oftalmologica)

giovedì 25 giugno 2009

Occhi e trucchi per prevenire gli inestetismi

Gioia, dolore, tristezza, stress sono tutte situazioni che coinvolgono e
segnano lo sguardo di una persona e interessano il movimento di numerosi
muscoli e di piccole porzioni di derma, che con il trascorrere degli
anni finiscono per lasciare tracce.
Senza ricorrere a interventi di chirurgia plastica è possibile seguire
dei piccoli accorgimenti che, seppur non risolutivi del problema,
risultano quantomeno utili nel rallentare l'invecchiamento cutaneo
limitando o riducendo gli effetti sul viso.
Una regola semplice ma molto importante consiste nell'idratare e nutrire
quotidianamente il più possibile la cute della zona del contorno occhi
per prevenire la comparsa delle cosiddette "zampe di gallina". Quindi
applicare, a creme per il viso e per le palpebre, purchè specifiche,
ricordando, però, due cose: che tali prodotti spesso contengono principi
attivi molto forti che possono anche finire con l'irritare gli occhi, e
che e' sempre sbagliato stendere la crema per il viso, da giorno o da
notte che sia, sulle palpebre; e comunque prima di applicare le creme è
bene mettere uno-due gocce di lacrime artificiali che creano un velo
protettivo sulla struttura esterna dell'occhio.
La mattina, poi, per evitare spiacevoli gonfiori e quell'aria di
stanchezza che spesso rimane tutto il giorno, un lieve massaggio, molto
morbido può essere utile; come anche applicare sul viso una maschera
fredda di frigorifero su tempie e naso: gli occhi appariranno
sicuramente più vivaci e giovanili e anche il risveglio sarà più tonico.
Un'altra procedura, da seguire quando si ha un po' di tempo libero
nell'arco della giornata, consiste nel fare la ginnastica perioculare:
basta tenere gli occhi chiusi e stretti al massimo, contando fino a
dieci e arcuando al massimo le sopracciglia; ripetendo questo esercizio
per almeno cinque volte varie volte durante il giorno si otterrà
l'effetto di rassodare la pelle, evitando cedimenti della struttura e le
onnipresenti borse.
Un altro consiste nell'appoggiare a occhi aperti l'indice sopra la
palpebra superiore e il pollice su quella inferiore e cercare di
chiudere le palpebre contrastandone l'azione!
Un terzo: chiudere gli occhi e con i due indici appoggiati al canto
esterno e tirare la pelle verso le orecchie: contemporaneamente aprire e
chiudere gli occhi.Se poi si hanno borse sotto gli occhi, un inestetismo
che emerge e si accentua con l'età, una procedura veloce ma efficace
prima di andare a dormire consiste nello sdraiarsi e applicare sugli
occhi chiusi due compresse di cotone (quelle che usate solitamente per
struccarsi) imbevute di camomilla fredda o di acqua di rose: in 10
minuti si ottiene un ottimo effetto decongestionante e rinfrescante.
E se con tutto ciò qualche rughetta rimane.... il tempo che passa non può
essere fermato.
(Da Igiene Oculare)

venerdì 19 giugno 2009

Colliri da tenere in casa

Quale colliri è bene tenere in casa, come e quando usarli?
Un prodotto che è bene sempre avere sono le lacrime artificiali:
inumidiscono e proteggono l'occhio; è bene applicarne ad esempio una
goccia prima che un potenziale fattore irritativo entri a contatto con
l'occhio...ad esempio prima di truccarsi o struccarsi, prima di andare al
sole, prima di mettersi al lavoro al pc, prima di fare una passeggiata
in una delle nostre inquinate città.
Se l'occhio è irritato, può essere messo un collirio vasocostrittore con
tetrazolina cloridrato o costituenti simili che sono contenuti nei
colliri da banco di farmacia; l'effetto di benessere è immediato , se
non esistono patologie.
Vanno comunque preferite le confezioni monouso, poiché i flaconi
normali, rimanendo in uso dopo l'apertura, possono essere soggetti a
contaminazioni.
Avere prodotti in confezione monodose, oltre ad evitare questi "errori"
consente di avere sempre il prodotto sterile e dotato delle sue
caratteristiche benefiche.
Ma fare attenzione a non scambiare una boccettina di collirio con una di
colla! Sembra uno scherzo ma purtroppo è un fatto che accade e che
provoca danni seri.
(Da La vista umana)

mercoledì 17 giugno 2009

Occhio, aria condizionata e vento

Guidando l'auto con il finestrino aperto, gli occhi ne risentono?
L'abitudine è diffusissima ma per gli occhi non è certo salutare. L'aria
che entra a velocità elevata nell'abitacolo irrita l'occhio e provoca
anche un'accentuata evaporazione delle lacrime ; inoltre, spesso, l'aria
contiene polveri irritanti e comunque infastidisce anche per effetto
meccanico. Maggiormente esposti sono i portatori di lenti a contatto ,
soprattutto se usano le lenti morbide. L'aria condizionata in macchina,
dopo l'invenzione della macchina stessa, è forse l'invenzione più
importante di questo nostro mezzo vitale; certo anch'essa va usata con
la dovuta precauzione, ad esempio mai dirigere i getti direttamente
verso gli occhi.
Egualmente gli impianti di aria condizionata degli uffici, delle case ed
in generale delle nuove costruzioni se, da un lato, consentono di
rinfrescare e filtrare l'aria , dall'altra parte l'asciugano e comunque
creano delle correnti che alterano e riducono il film lacrimale.
Qualche goccia di lacrima artificiale monodose è di grande aiuto per
proteggere gli occhi dagli effetti negativi di vento ed aria condizionata.
(Da "La storia della vista")

lunedì 15 giugno 2009

Mosche volanti vitreali, più tecnicamente chiamate "miodesopsie"

Che cos'è il vitreo?
Il vitreo è una massa trasparente, semifluida (per avere un'idea si
pensi all'albume dell'uovo crudo) che occupa la maggior parte della
cavità del bulbo oculare, compresa tra il cristallino e la retina.
Il vitreo ha una funzione sia meccanica che ottica. In gioventù si
presenta come una gelatina abbastanza solida e poco mobile; con il
passare degli anni tende a fluidificarsi e divenire più mobile.
Le miodesopsie sono disturbi visivi caratterizzati dalla sensazione di
oscuramento circoscritto del campo visivo, come se minuscoli corpi
puntiformi, cilindrici o di forme irregolari, si interponessero tra
l'occhio e l'oggetto guardato.
Il paziente, infatti, riferisce di vedere oggetti di varia forma e tipo
che fluttuano dentro l'occhio e che sfuggono quando cerca di fissarli.
Questi possono presentarsi sotto forma di anello, di linea, di
ragnatela, di punti o forme differenti. Il soggetto continua a vedere
tutto ma con la sovrapposizione di ombre più o meno piccole in
determinate aree.
I corpi mobili risultano particolarmente evidenti quando la persona
rivolge lo sguardo verso superfici chiare, luminose, come le pareti
bianche di una stanza o il cielo azzurro.
Questo fenomeno è dovuto al deterioramento del corpo vitreo che,
inizialmente, è una sostanza gelatinosa , compatta e trasparente, ma che
con il tempo , sia per cause naturali (età), sia per altre cause
(miopia, trauma, infiammazione) perde la sua integrità facendo
intravedere parte delle proteine che costituiscono il reticolo vitreale.
Pertanto, le mosche volanti ed i corpi mobili (miodesopsie) non sono
altro che alcune proteine vitreali non più trasparenti ma visibili che
fluttuano nel vitreo davanti alla retina.
(Da "La vista umana")

mercoledì 10 giugno 2009

Occhi: chirurgia plastica e medicina estetica

Insieme al trucco, per migliorare lo sguardo, esistono delle pratiche
mediche e chirurgiche che ci possono aiutare ad esaltare i nostri occhi
o ritoccare piccoli difetti che abbiamo o conseguenti all'invecchiamento
o all'affaticamento della pelle. La medicina estetica propone l'utilizzo
di peeling chimici della regione periorbitale per migliorare la qualità
della pelle e ridonare freschezza allo sguardo o peeling laser, con il
doppio effetto del rinnovamento cutaneo superficiale e il rassodamento
profondo. L'utilizzo di laser a luce pulsata permette invece il
trattamento delle discromie cutanee tipiche dell'invecchiamento con il
risultato di ridonare alla pelle un colore omogeneo e una compattezza
tipiche della giovinezza. La regione dello sguardo si presta molto bene
anche al trattamento con biorivitalizzanti iniettati nello strato
superficiale della cute: questi composti sono a base di acido ialuronico
(effetto idratante), antiossidanti (effetto antinvecchiamento e anti
radicali liberi) e principi naturali per la biostimolazione ed il
rinnovamento cutaneo. L'utilizzo di farmaci come la tossina Botulinica
(Botox) e l'acido ialuronico hanno permesso traguardi che fino a qualche
anno fa erano ottenibili solo con la chirurgia. La tossina botulinica ha
permesso il trattamento delle rughe di piccole e grandi dimensioni a
carico dello sguardo e di tutto il viso ritardando la comparsa di
inestetismi tipici dell'età. L'acido ialuronico con le sue proprietà
reidratanti, riempitive e rivitalizzanti si utilizza oggi per riportare
al turgore giovanile la cute degli occhi e per armonizzare i contorni
del viso. Solo in caso di cute in eccesso o di uno sguardo affaticato da
borse prominenti e rughe profonde si può intervenire chirurgicamente.
L'intervento di bleffare plastica per le palpebre superiori o quelle
inferiori si propone di ristabilire l'armonia dello sguardo eliminando o
riducendo la cute palpebrale che con gli anni ha perso elasticità e
riducendo la prominenza delle borse sopra e sotto gli occhi che danno il
tipico aspetto affaticato. Il lifting frontale ed il lifting del terzo
medio facciale partecipano, migliorando il primo l'aspetto della fronte,
il secondo la regione delle guance e della bocca, ad esaltare le qualità
e la bellezza di uno sguardo armonioso. Il consiglio di uno specialista
è indispensabile per scegliere il trattamento migliore che deve essere
personalizzato e individuale.
(Da Igiene Oculare)

giovedì 4 giugno 2009

Occhio e robot

Si riuscirà mai un giorno a trasferire nell'occhio di un robot una
visione simile a quella dell'uomo? Cioè si riuscirà a far vedere,
riconoscere e reagire a quello che si vede?
L'industria sta sviluppando un sistema robotico intelligente capace di
reagire all'ambiente che lo circonda e di modificare i suoi
comportamenti senza che sia necessario l'intervento umano. La vista del
robot in tutto questo ha un ruolo estremamente importante; una nuova
tecnologia chiamata Vision Chip è stata recentemente progettata sulla
base del funzionamento della retina dell'occhio umano e ripercorre
dunque le sue dinamiche per offrire ai robot che lo avranno incorporato
capacità di visione sia centrale che periferica, grazie all'integrazione
con due speciali videocamere, rispettivamente ad alta e a bassa
risoluzione.
Il chip è in grado di elaborare assai rapidamente anche immagini
complesse, farle filtrare dal sistema centrale di elaborazione e
ottenere le risposte necessarie all'interazione con l'ambiente; questo
dispositivo anziché puntare sull'alta visualizzazione e sulla fedele
riproduzione dei colori, cattura altri aspetti propri dell'occhio e
delle funzioni cerebrali come ad esempio l'immagine del bordo (edge) e
il rilevamento del movimento; ciò per consentire ai robot di reagire in
tempo reale.
A differenza di una telecamera che semplicemente registra le immagini
cioè l'intensità della luce, l'occhio umano integra ogni cellula
retinica nel network, nella rete cerebrale, neuronica processando ogni
informazione in tempo reale appena un fotone arriva; il chip, quasi come
un occhio umano, processa immagini molto complesse in tempi molto brevi,
filtrando le crude informazioni prima di passarle al cervello del robot.
(Da "La vista umana")