Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

mercoledì 3 febbraio 2010

Consigli per una migliore cura degli occhi

Solo il 14% degli italiani protegge o propri occhi in modo adeguato.
L'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità fornisce alcuni
consigli sui comportamenti da adottare: non trascurare i difetti della
vista ma rivolgersi ad un oculista per la loro risoluzione ; proteggere
gli occhi dalla luce solare, in particolare in estate; usare occhiali da
sole con lenti di qualità dotate di filtri a norma di legge; aumentare
il consumo di frutta e verdura ricche di vitamine; in caso di uso di
lenti a contatto, curare molto la loro pulizia.
(Da Stampa Oftalmologica)

mercoledì 27 gennaio 2010

Cheratocono anelli intrastromali e cross-linking: un'alleanza promettente

Per fermare l'inesorabile evoluzione del cheratocono ,nelle primissime
fasi,fino a poco tempo fa si avevano a disposizione le lenti a contatto
o l' impianto di anelli intrastromali (stroma=strato centrale della
cornea),ICR,
Ora gli oculisti possono contare anche sul cross-linking:intervento
para-chirurgico che consiste nel ricoprire la superficie corneale con un
gel a base di un complesso vitaminico B;il prodotto penetra nella cornea
e viene poi attivato con dei raggi ultravioletti.
Gli anelli intrastromali hanno l'obbiettivo di ridurre e regolarizzare
l'astigmatismo irregolare proprio del cheratocono migliorando così la
funzionalità visiva dei pazienti
Regolarizzando l'astigmatismo i pazienti recuperano un buon visus con
dei "semplici occhiali astigmatici" o addirittura utilizzando le lenti a
contatto che la stessa morfologia del cheratocono impediva di portare.
Per le caratteristiche intrinseche delle due tecniche tra di esse non
c'è competizione né tantomeno una esclude l' altra.
Riguardo la sinergia delle due tecniche attualmente esiste un unico
studio i cui risultati dimostrano la maggior efficacia dell' ICR se
associato al cross-linking.
Dato ciò come dato di fatto la giusta questione da porre è la
sequenzialità dei due interventi.
La maggior parte dei chirurghi preferisce impiantare prima gli anelli e
dopo 4-6 mesi fare il cross-linking.
Le considerazioni a favore di questa sequenzialità sono che prima si
regolarizza la superficie corneale restituendo un buon visus e poi con
il cross-linking si rinforzano le fibre congelando la situazione refrattiva.
I chirurghi contrari a questo modo di agire affermano che la vitamina B
potrebbe essere assorbita in quantità inferiore proprio per la presenza
degli anelli.
Purtroppo non si ha ancora abbastanza esperienza per poter dire quali
dei due gruppi ha ragione,quello di cui però si è sicuri è che
l'utilizzo delle due tecniche in maniera sinergica è la nuova strada
della terapia conservativa del cheratocono.
(da A.I.C.C.E.R.)

lunedì 25 gennaio 2010

Un occhio bionico per rivedere la luce

L'occhio bionico Argus, già impiantato su 18 pazienti, sembra offrire
risultati promettenti. In particolare un uomo inglese di 73 anni, reso
completamente cieco da 30 anni da una retinite pigmentosa, dopo
l'intervento per l'impianto, ora vede la luce, riuscendo anche a
distinguere le strisce bianche sulla strada, a riconoscere le ombre ed
ad appaiare calzini di diverso colore. L'occhio bionico della compagnia
americana Second Sight è dotato di una minuscola telecamera ed un
videoprocessore collocati su occhiali che inviano immagini ad un
ricevitore, posto nella cintura del paziente. Da qui, attraverso la
stimolazione di elettrodi posati sulla retina, il messaggio viene
inviato lungo il nervo ottico fino al cervello, che è in grado di
percepire luci e ombre.
(Da Rassegna Oftalmologica)

giovedì 21 gennaio 2010

Macula: DMLE Degenerazione maculare legata all'età e l'alimentazione

La degenerazione maculare senile è la principale causa di cecità nei
paesi occidentali per le persone di età superiore ai 60 anni.
La prevalenza delle lesioni predisponenti alla DMLE aumenta con l'età;
sembra che sia proprio l'età, cioè l'invecchiamento dell'organismo, a
creare il substrato su cui il danno della DMLE si può successivamente
instaurare.
La patogenesi della DMLE è sicuramente multifattoriale.
Oltre all'età, fattori predisponesti sono l'elevata assunzione di grassi
saturi e colesterolo che sono associati ad un elevato rischio di DMLE.
Il fumo di sigaretta è pure un fattore di rischio ormai accertato.
L'esposizione eccessiva alla luce solare esercita pure un effetto
negativo perché stimola i processi di fotoossidazione.
Molti meccanismi sono alla base di questa malattia, primo fra tutti il
danno ossidativo. Numerosi studi epidemiologici basati su questionari e
rilevazioni cliniche hanno evidenziato il ruolo protettivo contro questo
danno di alcuni antiossidanti, vitamine, oligoelementi (sono sostanze
che servono all'organismo in dosi piccolissime: zinco, selenio, rame,
magnesio, iodio, ferro, manganese) e dei pigmenti maculari (luteina e
zeaxantina); quindi una terapia della DMLE deve comprendere componenti
nutrizionali coinvolti nei meccanismi di protezione: principalmente
sostanze ad azione antiossidante.
Le persone che hanno consistenti livelli ematici di antiossidanti e in
particolare di carotenoidi hanno un rischio minore di sviluppare la
DMLE: è stata trovata una correlazione tra un elevato livello serico di
vitamina C, di Luteina/Zeaxantina e di Omega 3 e basso rischio di DMLE.
La supplementazione di carotenoidi (licopene, carotene), e soprattutto
dei pigmenti maculari (luteina e zeaxantina), tramite l'alimentazione
riduce la quantità di luce che raggiunge i fotorecettori ed è associata
a un rischio ridotto di DMLE.
Il licopene ha un effetto protettivo antiossidante sulle cellule
dell'Epitelio Retinico Pigmentato (EPR) in coltura e possiede la
capacità di inibire l'accumulo di lipofuscina in cellule di epitelio
pigmentato retinico: il pomodoro ne è molto ricco ma anche il cocomero,
il pompelmo rosa, i peperoni rossi, cachi e la papaia.
Anche la supplementazione di solo zinco è collegata a una minore
incidenza di alterazioni predisponesti alla DMLE (lo zinco è contenuto
soprattutto in alimenti di origine animale : fegato, uova, carne di
manzo ed agnello, ostriche)..
Lo zinco, il rame ed il selenio hanno un ruolo nei meccanismi protettivi
cellulari, in quanto sono tutti cofattori di importanti enzimi
antiossidanti.
L'AREDS: uno studio condotto su pazienti con elevati livelli di zinco e
antiossidanti secondo una formula che prevedeva l'assunzione di 500 mg
di vitamina C, 400 Ul di vitamina E e 15 mg di ?-carotene associato a 80
mg di zinco + 2 mg di rame: ha dimostrato una minore progressione della
storia naturale della malattia.
Lo studio AREDS ha avuto il merito di aver enfatizzato l'importanza
degli integratori nella prevenzione della DMLE: esiste un rapporto
diretto tra l'assunzione di elevate quantità di Luteina/Zeaxantina e
acidi grassi ?-3 e il rischio ridotto di sviluppare una DMLE.
Nel controllo del danno maculare legato all'età le vitamine
antiossidanti A, C ed E svolgono azione protettiva; lo zinco ha un ruolo
importante nel metabolismo e nei meccanismi cellulari antiossidanti; lo
stesso si può dire del selenio mentre si conoscono meno le azioni del
rame (selenio contenuto nel pesce, rame presente nel fegato, cereali
integrali, mandorle e noci, verdure a foglia verde, crostacei, uova,
soia, etc).
I carotenoidi sono protettivi per l'area maculare e gli acidi grassi ?-3
sono fondamentali per le loro funzioni strutturali.
Per chi ha problemi di macula (=la porzione centrale della retina) sono
importanti gli spinaci, i cavoli (verdi ricci), il radicchio, la lattuga
e la bietola; questi ortaggi sono un'eccellente fonte di luteina e
zeaxantina, i pigmenti che proteggono la macula realizzando un vero e
proprio filtro per la luce.
Una moderata assunzione di vino rosso (ad alto contenuto di fenoli)
sembra essere modicamente protettiva.

Alimenti utili per chi ha problemi di DMLE: verdure (spinaci, broccoli,
peperoni, etc), pesce (salmone, aringa e altri), uova (il tuorlo),
crostacei e frutti di mare.

Elenco delle principali sostanze antiossidanti:
- Vitamina C frutta e verdura
- Vitamina A oli vegetali
- Flavonoidi tè, caffè, soia, frutta, origano, olio di oliva,
cioccolato, vino rosso
- Carotenoidi frutta e verdura(luteina,zeaxantina,licopene, astaxantina)
- Vitamina E broccoli, verdure a foglia verde
- Oligoelementi zinco, rame e selenio (pesce,crostacei,uova,legumi, etc)
(Da Occhio e alimentazione di Lucio Buratto)

mercoledì 20 gennaio 2010

Occhiali autofocus

Una ditta statunitense la PixelOptics Inc. ha iniziato ad arruolare
soggetti affinchè portino degli occhiali particolari, occhiali
autofochettanti.
Questi occhiali utilizzano un misto di tecnologia elettrica, chimica ed
ottica per mettere a fuoco gli oggetti più velocemente di un battito di
ciglia, così da avere una visione nitida per lontano, vicino e per
distanza intermedia.
Con questi occhiali non sarebbe necessario trovare una soluzione
chirurgica o parachirurgica per la correzione della presbiopia.
Lo studio su questi occhiali dovrebbe durare circa un anno, per poi
avere il lancio sul mercato degli occhiali nel 2010.
Da un punto di vista della estetica (spessore delle lenti, stile,
trasparenza e peso) non saranno molto differenti rispetto alle lenti
classiche.
Il campo visivo di queste lenti dovrebbe essere più ampio rispetto alle
lenti attuali.
(Da Ophthalmology Times Europe)

venerdì 15 gennaio 2010

Il nervo ottico e la neurite ottica

Il nervo ottico è quel "cordone", situato posteriormente al bulbo
oculare che collega l'occhio con la corteccia cerebrale (corteccia
visiva o calcarina). E' costituito da un fascio di fibre nervose, circa
800.000-1.000.000, che provengono dalle cellule della retina. Come se
tanti piccoli rami di un albero, distribuiti nello spessore della
retina, si riunissero per formare il tronco (nervo ottico).
La parte più anteriore del nervo ottico, dove questi rami confluiscono,
situato quasi al centro della retina ha una forma rotonda e prende il
nome di disco o papilla ottica.
Il nervo ottico con le sue fibre nervose ha la funzione di trasportare
gli impulsi visivi dalla retina alla corteccia visiva , che è il centro
di elaborazione dell'immagine. Tra le fibre del nervo ottico decorrono
anche i vaso sanguigni.
Malattie del nervo ottico:
-neurologiche
-infiammatorie, infettive
-vascolari
-tossiche
-traumatiche

(Da "La vista umana")

martedì 12 gennaio 2010

Staminali: non perdiamole di vista

Ridare la vista grazie alle staminali: è l'obiettivo di un intervento
chirurgico che sarà effettuato in Scozia su una ventina di persone
affette da cecità corneale. Grazie alle cellule 'rigeneranti' prelevate
dal limbus (regione compresa tra la sclera e la cornea) si potrà
restituire trasparenza alla superficie oculare, consentendo nuovamente
ai raggi luminosi di giungere sulla retina.
I medici dell'università di Edimburgo e di Glasgow stanno lavorando per
impiegare cellule della cornea coltivate in laboratorio (precedentemente
prelevate da adulti deceduti). Tuttavia, è necessario in questo caso un
trattamento antirigetto, a differenza di ciò che accade se le staminali
vengono prelevate dall'individuo in cui si impiantano. Questa
'riparazione' corneale lascia ben sperare: si cercherà di replicare il
successo ottenuto precedentemente negli Stati Uniti, presso l'università
della Pennsylvania, dove persone affette da cecità ereditaria hanno
riscontrato notevoli miglioramenti.
(Da Oftalmologia Sociale)