Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

venerdì 26 settembre 2008

Applicazioni cliniche della aberrometria

Le aberrazioni possono essere definite come le distorsioni dell'
immagine date da un sistema ottico formato da una o più lenti.
Le aberrazioni più conosciute sono la miopia, l' ipermetropia e l'
astigmatismo, ma ne esistono anche di meno conosciute come la coma, le
aberrazioni sferiche e periferiche e le aberrazioni cromatiche.
Sono definibili sistemi ottici tutti gli insiemi di lenti, quindi anche
l' occhio, ed in varia misura sono sempre affetti da aberrazioni
sferiche legate alla posizione, ai rapporti tra le lenti e le
caratteristiche diottriche delle stesse.
L' identificazione delle aberrazioni può essere utile sia in previsione
di un intervento di chirurgia refrattiva, sia in fase diagnostica per
capire al meglio i disagi visivi del paziente.
Lo studio delle aberrazioni non può prescindere dallo studio topografico
e aberrometrico dell' unico mezzo diottrico modificabile del nostro
occhio, la cornea.
I moderni laser ad eccimeri posseggono softwer capaci di gestire
trattamenti personalizzati in grado di trattare le aberrazioni
specifiche di ciascuna cornea.
Il limite dei softwer per il trattamento personalizzato è quello che
ottengono risultati significativi solo per aberrazioni al di sopra dei 50μ.
In uno studio compiuto dall' università di Siena tra il 2003 e il 2004
su un campione di pazienti non selezionati si evidenzia che in più dell'
85% dei casi il trattamento personalizzato non avrebbe fornito risultati
migliori di un trattamento standard, nel 10% era preferibile quello
personalizzato mentre nel 3,2% dei casi era fortemente indicato.
Sebbene l' unico mezzo diottrico modificabile attraverso il laser sia la
cornea è utile studiare le aberrazioni di entrambe le sue lenti tenendo
conto, quindi, anche del cristallino.
Lo studio dell' occhio nella sua completezza serve oltre che in fase
prechirurgica anche in fase postchirurgica per analizzare l' eventuale
insoddisfazione del paziente e quindi rivalutare un secondo intervento.
Lo studio delle aberrazioni postchirurgiche non sempre riesce a farci
comprendere a pieno il reale disagio dei pazienti insoddisfatti: le
cornee trattate per difetti medio-elevati differiscono di molto dai
modelli di cornee cui gli strumenti fanno riferimento quindi gli esami
potrebbero essere inattendibili.
L' inaffidabilità dell' esame è dovuta al fatto che il tessuto asportato
per il rimodellamento della cornea è direttamente proporzionale
all'entità del difetto.
Lo studio delle aberrazioni è molto utile anche per la diagnosi precoce
di ectasie (cedimento del tessuto) corneali o per lo studio delle stesse
a seguito della chirurgia refrattiva.
Il cedimento strutturale del tessuto corneale porta, come prima
conseguenza, ad una modificazione dell' apice e di conseguenza all'
instaurarsi di coma, aberrazione identificabile dall' aberrometria anche
se si presenta in forma lievissima.
Per questa sua caratteristica quello dell' aberrometria è uno studio
insostituibile per la diagnosi precoce di tutte le ectasie primitive.
I cambiamenti morfologici della cornea nelle primissime fasi non danno
disturbi visivi e non sempre si riesce ad identificare con il semplice
esame topografico.
Lo screening del cheratocono ha una componente fondamentale negli esami
preliminari per la chirurgia refrattiva in quanto una sua
identificazione ci permetterebbe di evitare al paziente un intervento
non solo inutile ma soprattutto dannoso.
Il laser ad eccimeri ,infatti, assottiglia la cornea indebolendola
velocizzando, di conseguenza, il processo di sfiancamento della cornea.
(da La Voce AICCER)