L’occhio secco ossia la sindrome da disfunzione lacrimale
La più recente definizione di occhio secco è quella redatta dal Dry Eye
WorkShop del 2007 che la descrive come una malattia multifattoriale
delle lacrime e della superficie oculare che produce sintomi di disagio,
disturbi visivi e instabilità del film lacrimale.
Secondo la più recente classificazione le sindromi da occhio secco si
possono suddividere in due classi principali:
· occhio secco da iposecrezione lacrimale dove è presente una ridotta
produzione di lacrima da parte della ghiandola lacrimale o una
ostruzione dei canali che portano la lacrima alla superficie oculare.
· occhio secco da iperevaporazione nel quale le disfunzioni delle
componenti delle lacrime inducono una instabilità del film lacrimale
tale da aumentarne l' evaporazione e quindi una cattiva qualità dello
stesso.
Le sindromi da disfunzione lacrimale sono spesso indicate con il termine
cheratocongiuntivite secca (C.C.S.)
La scelta più utilizzata per la cura dell' occhio secco è la terapia con
sostituti lacrimali in forma di collirio o gel che però hanno solo
caratteristiche analoghe a quelle delle lacrime e mirano quindi a
ridurre i sintomi e parzialmente i segni e non danno una reale cura alla
patologia.
I sostituti lacrimali sia per quel che riguarda i colliri che le forme
in gel sono disponibili sia in forma multidose che monodose mentre per
le forme di patologia più avanzate sono disponibili anche in pomata.
Un sostituto lacrimale ideale deve essere ben tollerato, non essere
troppo concentrato (maggiore sarà la concentrazione maggiore sarà la
viscosità e di conseguenza maggiore sarà il disagio visivo) e non
impedire la normale secrezione.
Tra le terapie per la cherato-congiuntivite secca c'è anche l' utilizzo
dianti-infiammatori che curando l' infiammazione che segue all'
istaurasi dellaiper-evaporazione lacrimale riesce a migliorare sia i
sintomi che i segni presenti sulla superficie oculare.
L' uso di cortisonici è utile solo se la C.C.S. è identificata
tempestivamente, solo in questo caso infatti migliora molto velocemente
sia i sintomi che il quadro anatomico delle cellule epiteliali.
Dal momento che una terapia con cortisone prolungata non è auspicabile
data la gravità degli effetti collaterali (cataratta, ipertono oculare)
questa cura è consigliata solo per brevi periodi riducendo così al
minimo gli effetti collaterali ma riuscendo oltre che a mantenere la
situazione clinica stabile nel tempo a rendere più efficace la
terapia con lacrime artificiali.
Nei casi in cui la patologia è in uno stato avanzato in cui le lacrime
artificiali e gli antinfiammatori non danno alcun beneficio è
auspicabile l'utilizzo di lenti a contatto neutre (che non correggono
difetti di vista) che proteggendo la superficie oculare
dall'attrito e dall'effetto abrasivo delle palpebre durante
l'ammiccamento portano una più rapida risoluzione della
disepitelizzazione della cornea e della congiuntiva e una riduzione
sostanziale del dolore. Dato che anche l'utilizzo delle lenti a contatto
è associato ad effetti collaterali tale terapia non può essere
utilizzata a lungo ma deve essere vista come una cura veloce per la
risoluzione tempestiva dei problemi ma poi deve essere cambiata con le
terapie di cui abbiamo parlato prima.
Al trattamento farmacologico è molto importante che il paziente associ
alcuni accorgimenti che gli consentiranno di migliorare i suoi sintomi:
assumere molti liquidi, migliorare l' igiene del bordo palpebrale,
umidificare gli ambienti in cui vive e utilizzare occhiali avvolgenti
che proteggano dal vento e dalle sostanze inquinanti.
(Da Ottica Fisiopatologia)
WorkShop del 2007 che la descrive come una malattia multifattoriale
delle lacrime e della superficie oculare che produce sintomi di disagio,
disturbi visivi e instabilità del film lacrimale.
Secondo la più recente classificazione le sindromi da occhio secco si
possono suddividere in due classi principali:
· occhio secco da iposecrezione lacrimale dove è presente una ridotta
produzione di lacrima da parte della ghiandola lacrimale o una
ostruzione dei canali che portano la lacrima alla superficie oculare.
· occhio secco da iperevaporazione nel quale le disfunzioni delle
componenti delle lacrime inducono una instabilità del film lacrimale
tale da aumentarne l' evaporazione e quindi una cattiva qualità dello
stesso.
Le sindromi da disfunzione lacrimale sono spesso indicate con il termine
cheratocongiuntivite secca (C.C.S.)
La scelta più utilizzata per la cura dell' occhio secco è la terapia con
sostituti lacrimali in forma di collirio o gel che però hanno solo
caratteristiche analoghe a quelle delle lacrime e mirano quindi a
ridurre i sintomi e parzialmente i segni e non danno una reale cura alla
patologia.
I sostituti lacrimali sia per quel che riguarda i colliri che le forme
in gel sono disponibili sia in forma multidose che monodose mentre per
le forme di patologia più avanzate sono disponibili anche in pomata.
Un sostituto lacrimale ideale deve essere ben tollerato, non essere
troppo concentrato (maggiore sarà la concentrazione maggiore sarà la
viscosità e di conseguenza maggiore sarà il disagio visivo) e non
impedire la normale secrezione.
Tra le terapie per la cherato-congiuntivite secca c'è anche l' utilizzo
dianti-infiammatori che curando l' infiammazione che segue all'
istaurasi dellaiper-evaporazione lacrimale riesce a migliorare sia i
sintomi che i segni presenti sulla superficie oculare.
L' uso di cortisonici è utile solo se la C.C.S. è identificata
tempestivamente, solo in questo caso infatti migliora molto velocemente
sia i sintomi che il quadro anatomico delle cellule epiteliali.
Dal momento che una terapia con cortisone prolungata non è auspicabile
data la gravità degli effetti collaterali (cataratta, ipertono oculare)
questa cura è consigliata solo per brevi periodi riducendo così al
minimo gli effetti collaterali ma riuscendo oltre che a mantenere la
situazione clinica stabile nel tempo a rendere più efficace la
terapia con lacrime artificiali.
Nei casi in cui la patologia è in uno stato avanzato in cui le lacrime
artificiali e gli antinfiammatori non danno alcun beneficio è
auspicabile l'utilizzo di lenti a contatto neutre (che non correggono
difetti di vista) che proteggendo la superficie oculare
dall'attrito e dall'effetto abrasivo delle palpebre durante
l'ammiccamento portano una più rapida risoluzione della
disepitelizzazione della cornea e della congiuntiva e una riduzione
sostanziale del dolore. Dato che anche l'utilizzo delle lenti a contatto
è associato ad effetti collaterali tale terapia non può essere
utilizzata a lungo ma deve essere vista come una cura veloce per la
risoluzione tempestiva dei problemi ma poi deve essere cambiata con le
terapie di cui abbiamo parlato prima.
Al trattamento farmacologico è molto importante che il paziente associ
alcuni accorgimenti che gli consentiranno di migliorare i suoi sintomi:
assumere molti liquidi, migliorare l' igiene del bordo palpebrale,
umidificare gli ambienti in cui vive e utilizzare occhiali avvolgenti
che proteggano dal vento e dalle sostanze inquinanti.
(Da Ottica Fisiopatologia)

<< Home page