Le malattie dell'occhio

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lunedì 27 ottobre 2008

Cross linking corneale: una nuova terapia per il cheratocono.

Recentemente, è stata messa a punto una tecnica del cheratocono, in fase
molto iniziale (cioè, quando ancora lo spessore e le curvature della
cornea sono conservate). Questo metodo chiamato cross linking del
collagene corneale; consiste nell'applicazione sulla cornea di un
prodotto chiamato Riboflavina o Vitamina B2; esso viene poi attivato,
essendo una sostanza fotosensibile, da una luce ultravioletta della
famiglia dei raggi UVA. L'azione della luce associata al farmaco,
stimola la cornea a rallentare l'evoluzione della malattia, migliorando
il suo metabolismo. Lo scopo è quello di aumentare la rigidità e la
resistenza delle fibre corneali.
E' una tecnica semplice e poco invasiva rispetto alle altre proposte
terapeutiche sul cheratocono ma essendo di recente introduzione non si
conoscono ancora risultati certi e precisi.
Conclusioni sul cheratocono:
Attualmente i chirurghi oculisti hanno a disposizione alcune tecniche
chirurgiche semplici (impianto di anelli) e più complesse
(cheratoplastica) che consentono di sostituire porzioni alterate e più o
meno estese di cornea, di spessore parziale o totale, con lembi corneali
sani e trasparenti.
Nel decorso postoperatorio il mantenimento della trasparenza della
cornea e della regolarità della sua superficie anteriore sono i
presupposti indispensabile per una riuscita dell'intervento anche a
lungo termine.
Il cheratocono è una malattia che non trova nella chirurgia tecniche
altamente soddisfacenti, come ad esempio la chirurgia della cataratta ma
i risultati delle procedure oggi in uso sono sufficientemente
soddisfacenti, soprattutto se migliorate dall'esperienza del chirurgo,
dalla tecnica chirurgica adottata, da tutte le precauzioni messe in atto
per il prelievo e la conservazione del lembo da trapiantare.
(Da "La storia della vista")