La vista dell'adolescente
Col passare dei primi anni di scuola, verso la fine delle elementari e
l'inizio della scuola media, in pratica fra gli 8 e gli 11-12 anni,
molti bambini ormai avviati verso l'adolescenza possono cominciare a
lamentare di non veder bene quanto è scritto sulla lavagna, specialmente
se siedono negli ultimi banchi in fondo all'aula. Non lamentano mal di
testa o stanchezza e leggono correntemente da vicino senza alcuna
fatica, per cui l'allarme passa molto spesso inosservato.
E' un errore che molti genitori ed educatori commettono: otto volte su
dieci quella difficoltà di visione da lontano e a quell'età, segnalano
la comparsa della miopia, il difetto visivo più comune, per cui
l'immagine non viene messa a fuoco sulla retina ma davanti ad essa.
La miopia può essere un difetto congenito o familiare oppure può essere
provocata o facilitata da un utilizzo abnorme o eccessivo della vista,
come la lettura in condizioni di scarsa visibilità, specialmente quando
si è molto giovani. La miopia è un difetto progressivo che tende ad
aumentare con lo sviluppo fisico e richiede quindi ripetute messe a
punto degli occhiali, o delle lenti a contatto; il difetto che si
stabilizza, può essere corretto in età adulta con la chirurgia rifrattiva.
La miopia non ha altro tipo di correzione, perché non è una malattia
vera e propria dell'occhio ma una variazione della fisiologica crescita
del bulbo oculare.
Ma quando si è molto giovani, il progredire di un difetto della vista
crea qualche allarme, si pensa d'essere in presenza di un fenomeno che
non si riesce a controllare (ed in effetti è così....), mentre si nota ad
esempio che qualche altro difetto della vista tende a regredire o a
stabilizzarsi.
Un bambino o un ragazzo affetti da ipermetropia, se il difetto è
leggero, possono gradualmente fare a meno degli occhiali perché spesso
con la crescita il bulbo oculare si rimette a posto. L' astigmatismo
invece tende a restare invariato nell'arco della vita. Nemmeno la miopia
regredisce e anzi per lo più continua a crescere per fermarsi, ma non
sempre, al completamento dello sviluppo fisico.
Ci può essere il caso del miope che si accorge di continuare a
peggiorare con l'avanzare degli anni; si tratta della cosiddetta
malattia miopica, che si differenzia per il fatto che il bulbo oculare
si allunga progressivamente; la sua struttura, in particolare la retina,
si assottiglia e subentra una serie di piccole alterazioni che tendono a
durare anche per tutta la vita; quasi sempre questo è il caso di chi è
diventato miope molto prima della pubertà, nei primissimi anni delle
scuole elementari oppure addirittura all'asilo. In tale situazione la
miopia può raggiungere anche le 10 diottrie o addirittura 15 o 20,
obbligando all'uso permanente e costante di una forte correzione ottica
(con occhiali o meglio con lenti a contatto).
(Da Storia della visione)
l'inizio della scuola media, in pratica fra gli 8 e gli 11-12 anni,
molti bambini ormai avviati verso l'adolescenza possono cominciare a
lamentare di non veder bene quanto è scritto sulla lavagna, specialmente
se siedono negli ultimi banchi in fondo all'aula. Non lamentano mal di
testa o stanchezza e leggono correntemente da vicino senza alcuna
fatica, per cui l'allarme passa molto spesso inosservato.
E' un errore che molti genitori ed educatori commettono: otto volte su
dieci quella difficoltà di visione da lontano e a quell'età, segnalano
la comparsa della miopia, il difetto visivo più comune, per cui
l'immagine non viene messa a fuoco sulla retina ma davanti ad essa.
La miopia può essere un difetto congenito o familiare oppure può essere
provocata o facilitata da un utilizzo abnorme o eccessivo della vista,
come la lettura in condizioni di scarsa visibilità, specialmente quando
si è molto giovani. La miopia è un difetto progressivo che tende ad
aumentare con lo sviluppo fisico e richiede quindi ripetute messe a
punto degli occhiali, o delle lenti a contatto; il difetto che si
stabilizza, può essere corretto in età adulta con la chirurgia rifrattiva.
La miopia non ha altro tipo di correzione, perché non è una malattia
vera e propria dell'occhio ma una variazione della fisiologica crescita
del bulbo oculare.
Ma quando si è molto giovani, il progredire di un difetto della vista
crea qualche allarme, si pensa d'essere in presenza di un fenomeno che
non si riesce a controllare (ed in effetti è così....), mentre si nota ad
esempio che qualche altro difetto della vista tende a regredire o a
stabilizzarsi.
Un bambino o un ragazzo affetti da ipermetropia, se il difetto è
leggero, possono gradualmente fare a meno degli occhiali perché spesso
con la crescita il bulbo oculare si rimette a posto. L' astigmatismo
invece tende a restare invariato nell'arco della vita. Nemmeno la miopia
regredisce e anzi per lo più continua a crescere per fermarsi, ma non
sempre, al completamento dello sviluppo fisico.
Ci può essere il caso del miope che si accorge di continuare a
peggiorare con l'avanzare degli anni; si tratta della cosiddetta
malattia miopica, che si differenzia per il fatto che il bulbo oculare
si allunga progressivamente; la sua struttura, in particolare la retina,
si assottiglia e subentra una serie di piccole alterazioni che tendono a
durare anche per tutta la vita; quasi sempre questo è il caso di chi è
diventato miope molto prima della pubertà, nei primissimi anni delle
scuole elementari oppure addirittura all'asilo. In tale situazione la
miopia può raggiungere anche le 10 diottrie o addirittura 15 o 20,
obbligando all'uso permanente e costante di una forte correzione ottica
(con occhiali o meglio con lenti a contatto).
(Da Storia della visione)

<< Home page