Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

lunedì 2 febbraio 2009

La vista nell'età adulta

Superati i 20-25 anni la vista conosce --salvo casi particolari- un
periodo di tranquillità, perché i difetti che si dovevano manifestare
(miopia, ipermetropia, astigmatismo) si sono manifestati, l'uomo li ha
già fronteggiati e si appresta ad affrontare i successivi 20 anni, più o
meno, in condizioni di normale gestione della sua vista.
Si arriva così a 40-45 anni, età in cui di solito, soprattutto se prima
non si hanno mai avuti problemi, si legge, si scrive, si guardano i
panorami, si ringrazia il cielo -ed eventualmente il proprio oculista-
per averci mantenuto gli occhi in così buone condizioni.
Ma la natura è in agguato e una mattina ci può capitare di provare
qualche fastidio a leggere il giornale. Nulla di particolare, come se le
lettere stampate fossero un po' sbiadite, sfuocate. "Sarà stanchezza", è
il primo commento e ci si stropiccia gli occhi. La lettura prosegue,
magari spostando il giornale un po' più lontano. Ma il giorno dopo la
"stanchezza" si ripresenta e magari ci accade nel corso della giornata
di far fatica ad infilare l'ago o a mettere perfettamente a fuoco un
oggetto vicino. Bisogna rassegnarsi, è in arrivo la presbiopia, che non
è una malattia della vista e nemmeno un difetto, ma solo
un'insufficienza accomodativa dovuta all'età dalla quale sono colpiti
quasi tutti gli esseri umani.
La presbiopia costringe chi è già portatore di altri difetti della vista
ad adattare i suoi occhiali alla nuova condizione: cioè, chi era miope
avrà bisogno, per leggere e vedere da vicino, di occhiali più deboli o
addirittura potrà leggere senza, chi è astigmatico o ipermetrope di un
occhiale più forte.
Così dispone la natura e così si deve fare dopo i 40 anni se si vuole
vedere bene a tutte le distanze.
La presbiopia è progressiva, nel senso che aumenta dal suo manifestarsi
fino ai 60-65 anni, richiedendo a chi ne è colpito un continuo cambio
degli occhiali per la visione per vicino: è un indice del passaggio alla
terza età ed è l'ultimo tributo che la vista chiede all'uomo, nel senso
che lo sviluppo e la maturazione naturale dell'occhio si sono conclusi.
Verso i 40-45 anni, più frequentemente in età più avanzata, ma talvolta
anche prima, si può avere l'impressione di vedere delle macchie davanti
agli occhi oppure una mosca o qualche altro insetto che vola, o una
ragnatela nella quale state per impigliarvi. Con la mano fate per
scacciarle o toglierle via ma la mosca non c'è e neppure la ragnatela:
si tratta dei cosiddetti corpi mobili o mosche volanti cioè grumi
rotondi o filamentosi formati dalla gelatina, il corpo vitreo che si
trova all'interno dell'occhio; tali corpi non portano di per sé alcun
danno reale alla vista. Questi sintomi si accompagnano talvolta alla
visione di lampi luminosi.
In casi rarissimi, può accadere che il soggetto veda scendere una specie
di tenda scura davanti a uno degli occhi. Si tratta allora pressoché
certamente di un distacco di retina, una patologia piuttosto grave ma
alla quale si può rimediare chirurgicamente.
Più complesso è il caso di coloro che, verso i 50 anni, ma talvolta
anche prima ma più spesso dopo, si accorgono di andare a urtare con
facilità contro gli spigoli delle porte o hanno l'impressione che le
persone intorno a loro compaiano all'improvviso. In realtà è il loro
campo visivo che si è ristretto; quelle sono le manifestazioni del
glaucoma, un'insidiosa malattia della vista provocata da un aumento
della pressione oculare, che danneggia l'occhio portandolo, se non
curata, addirittura alla cecità. Il glaucoma è una malattia "silenziosa"
cioè che fa danni senza dare disturbi a chi ne è affetto e quindi quasi
sempre è una visita casuale che lo mette in evidenza.
Il glaucoma compare più spesso in età avanzata perché all'interno del
bulbo oculare si accumulano dei liquidi che solitamente vengono
scaricati dall'occhio attraverso una specie di griglia che si chiama
trabecolato: quando questo meccanismo comincia a non funzionare bene,
l'occhio diventa più duro cioè subisce un aumento di pressione e questa
a sua volta provoca molti danni; può accadere che la persona colpita si
renda anche conto di veder male la sera e ciò perché il glaucoma
progredendo danneggia il campo visivo periferico, che è la parte di
retina che permette di vedere quando c'è poca luce cioè all'imbrunire o
di sera.
Rilevati questi sintomi ci si deve affidare subito all'oculista per una
visita accurata ed eventualmente per iniziare una terapia medica che
faccia abbassare la pressione oculare; sarà poi lo specialista, nei casi
più gravi o che non rispondono adeguatamente alla terapia medica, a
suggerire un eventuale intervento chirurgico.
(Da "Storia della visione")