Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

giovedì 26 marzo 2009

La visita oculistica per i problemi di retina

La visita oculistica comporta tutta una serie di esami per stabilire la
condizione di salute di un occhio.Quando si sospetta una patologia
specifica,occorre fare degli accertamenti specifici.
Nel caso di malattie della retina, questi sono gli esami più importanti:
la fluorangiografia è l'esame che consente di fotografare ed analizzare
lo stato di salute del fondo oculare. Questa tecnica di esame consente
di studiare le condizioni circolatorie del fondo oculare, sia per quanto
riguarda i vasi sanguigni sia per quanto riguarda eventuali edemi
tissutali di origine vascolare. L'esame si effettua iniettando in una
vena periferica del braccio circa 1 cc di fluoresceina sodica, un
colorante in 10-15 secondi raggiunge la retina. Opportuni filtri posti
all'interno del fluorangiografo consentono di visualizzare la
circolazione arteriosa, capillare e venosa della retina; infatti questi
vasi appaiono illuminati dal passaggio del colorante.
Il fluorangiografo è una macchina fotografica per il fondo oculare. Gli
apparecchi più recenti sono digitalizzati oppure al posto di una
macchina fotografica vi è una telecamera che consente di esaminare
dinamicamente la diffusione del colorante all'interno dell'albero
vascolare retinico.
L'esame fluorangiografico permette di ottenere informazioni sulla
circolazione retinica e sulla presenza di stati degenerativi che possono
colpire le cellule retiniche.
Oggi l'esame fluorangiografico è molto diffuso nella pratica clinica, in
quanto consente di ottenere numerose informazioni circa lo stato di
salute della retina. I pazienti diabetici per esempio debbono ricorrere
a questo esame periodicamente per monitorare lo stato circolatorio
retinico, che sembra essere tra i primi distretti del corpo umano ad
essere colpiti dalle più precoci alterazioni vascolari provocate da
questa patologia metabolica.

L'angiografia dinamica con verde di indocianina è una metodica più
recente che per mezzo di un colorante che si lega alle più piccole
proteine del sangue, consente di osservare la circolazione nello strato
vascolare coroideale che giace al di sotto della retina. L'uso di
angiografi dinamici permette di ottenere veri e propri filmati del
percorso di diffusione del colorante nei vasi retinici e coroideali, al
fine di evidenziare eventuali anomalie vascolari o patologie degenerative.
Sia la fluorangiografia che l'angiografia con verde di indocianina sono
indicate per lo studio di patologie vascolari quali il diabete e le
occlusioni venose ed arteriose, tumori coroideali o retinici e patologie
a carico del nervo ottico.

L'ecografia diagnostica per mezzo dell'impiego di una sonda ad
ultrasuoni, consente di visualizzare in modo bidimensionale le strutture
oculari. Si può esaminare la porzione posteriore dell'occhio qualora i
mezzi diottrici (cornea e cristallino) appaiano opacizzati.
L'ecografia rappresenta un'indagine molto importante nella diagnosi di
patologie retiniche o bulbari che non si riescono a vedere direttamente
con l'esame oftalmoscopico e consente di studiare la situazione retinica
di pazienti che devono sottoporsi ad intervento di cataratta quando
quest'ultima è talmente densa da non permettere l'esplorazione diretta
della retina. Nei pazienti operati di distacco di retina, l'ecografia
consente di individuare piccole recidive o il completo riaccollamento
della retina. Nei pazienti diabetici con grosse emorragie endobulbari si
può evidenziare l'integrità retinica. Si può valutare la sede, la
dimensione e la natura di neoformazioni intraoculari ed infine si può
determinare la presenza di lesioni orbitarie con o senza esoftalmo o la
presenza di corpi estranei endobulbari.

L'OCT SLO o tomografia ottica a luce coerente, è un nuovissimo strumento
che consente con un metodo non invasivo di ottenere immagini della
retina a tutto spessore. Questo strumento invia all'interno dell'occhio
dlle onde che penetrano nella retina; attraverso un opportuno
elaboratore viene poi ricostruita un'immagine che rappresenta tutti gli
strati retinici della retina.
L'analisi morfologica della retina che si ottiene con questo strumento
consente di evidenziare stati patologici che inducono una modificazione
della percezione visiva del paziente. Questo strumento è utile sia nella
diagnosi di patologie retiniche vascolari, di patologie degenerative
(maculopatia senile ed altre), sia nel controllo post-chirurgico di
pazienti sottoposti ad interventi sulla retina per distacchi o per
membrane epiretiniche. Questo esame inoltre consente di ottenere alcune
informazioni indirette sul possibile grado di recupero visivo di un
paziente che si accinga a effettuare un intervento di cataratta o un
intervento sulla retina.

La perimetria o campimetro per l'esame del campo visivo. Il campimetro è
l'apparecchio che ci consente di esaminare il campo visivo; è costituito
da una cupola del diametro di 33 cm, posta davanti all'osservatore. Al
centro della cupola vi è un foro che l'osservatore deve fissare per
mantenere fermo l'occhio esaminato. Sulla cupola vengono proiettate
delle piccole luci, ferme o in movimento, che l'osservatore deve notare
senza fissarle. Quando vede la lucetta, l'osservatore deve schiacciare
un pulsante collegato ad una suoneria (nel metodo manuale) o ad un
computer che gestisce l'esame (metodo automatico). Nel metodo
automatico, la luminosità dello stimolo viene variata in più e meno
basandosi sulle risposte del paziente. La perimetria automatizzata è
molto più precisa ed attendibile di quella manuale.

Gli esami elettrofisiologici consentono di studiare la funzionalità
delle cellule retiniche e degli strati profondi nella trasmissione del
segnale elettrico visivo dall'occhio fino alla zona di elaborazione
delle immagini posta nell'area occipitale del cervello.
L'elettroretinogramma misura la variazione elettrica della retina
indotta da uno stimolo luminoso. L'esame si esegue ponendo un elettrodo
sulla cornea ed un elettrodo sulla cute dell'orecchio o della guancia;
tali elettrodi stabiliscono un contatto elettrico con la retina; il
paziente viene posto dinnanzi ad una cupola dove vengono inviati alcuni
stimoli luminosi di diversa entità. Un apparecchio di registrazione
acquisisce tutte le variazioni elettriche della retina generate dalla
ricezione del segnale luminoso e ne elabora un diagramma chiamato
elettroretinogramma. Tale tracciato riflette il funzionamento di tutte
le cellule retiniche dopo stimolazione luminosa.
Ponendo un elettrodo non sulla cornea ma sulla parte posteriore del
cranio vicino al lobo occipitale, e poi stimolando la retina con un
flash o con una scacchiera a quadrati bianchi e neri, si ottiene un
grafico che fornisce informazioni globali sulla catena di trasmissione
del segnale visivo dalla retina al cervello (studio dei potenziali
evocati visivi).

Conclusioni
Come si è potuto capire dalle descrizioni di questi possibili esami
dell'occhio, l'organo della visione può essere esaminato ed esplorato in
tutte le sue strutture con grande accuratezza; tutto ciò va a beneficio
di una diagnosi accurata e di un trattamento medico o chirurgico della
massima precisione a beneficio della vista.
(Da "La Visione Umana")