Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

martedì 3 marzo 2009

Le visite oculistiche dell'obbligo nell'arco della vita

Quando compriamo una macchina nuova, dopo alcune settimane d'uso la
portiamo a fare un "tagliando" di controllo per valutare se funziona a
perfezione.
Egualmente facciamo dopo alcuni mesi d'uso e poi periodicamente fino a
che la macchina ha un'età "matura"; poi , quando il nostro amato e
importante mezzo di trasporto invecchia ulteriormente gli interventi
tecnici devono diventare più frequenti e più necessari, se si vuole che
essa funzioni egregiamente.
L'occhio non è una macchina: è molto , molto di più !!
Non solo per la sua estrema complessità e per la sua fragilità ma anche
per l'enorme quantità di lavoro che svolge e ancor di più per l'estrema
importanza che riveste per il personaggio "uomo"; va, quindi, trattato
con il massimo rispetto, con la più grande attenzione e la più alta
considerazione.
L'occhio va protetto dalle conseguenze di un superlavoro o di un uso
improprio, va difeso dalle aggressioni esterne e va periodicamente
"portato" dallo specialista per controllarne lo stato di funzionamento e
siccome sicuramente prevenire è meglio che curare vediamo quali sono le
le epoche più importanti per le esecuzioni delle visite oculistiche, i
cosiddetti "tagliandi" dell'occhio.
Le visite dell'obbligo sono:

· nel primo anno di vita: anche se il bambino non è in grado di
collaborare e anche se il genitore ritiene che il neonato non abbia
bisogno del medico la visita permette di valutare la eventuale presenza
di malattie congenite (cataratta, glaucoma, strabismo ed altri) e la
presenza di importanti difetti di vista e non è poco...certo non consente
di quantificare la capacità visiva del neonato ma è già importante
escludere problemi di una certa potenziale gravità.
La mamma deve osservare il comportamento del bambino e la sua capacità
di seguire con lo sguardo piccoli oggetti e cercare di acquisire
un'opinione sulla esistenza o meno del cosiddetto "riflesso di
ribellione o prova del rifiuto" che può svelare precocemente l'esistenza
di una mancanza di vista (si copre un occhio del bambino, ad esempio con
il palmo della mano, e si osserva: se il bambino non si ribella vuol
dire che con l'altro occhio ci vede, se invece cerca di sfuggire
all'ostacolo vuol dire che l'altro occhio non vede. La prova va ripetuta
per ciascun occhio e fatta più volte finchè si ha una opinione certa).

· Verso i 3 anni: i genitori portano con frequenza il loro "cucciolo"
dal pediatra nei primi anni di vita e questo è non solo utile ma
necessario ma è raro che pensino a sottoporlo alla visita di altri
specialisti...invece è proprio nel periodo della crescita che la vista si
sviluppa ed è proprio in quel lasso di tempo che l'opera dello
specialista può essere molto utile a prevenire problemi che poi
permangono per tutta la vita.
E non basta l'amore dei genitori e la loro cura costante, la loro
attenzione a rilevare un problema oculare a meno che non si tratti di
qualcosa di molto evidente (e perciò grave).
A questa età lo specialista può cominciare a valutare la capacità visiva
del bambino e ricercare la presenza di fattori che possano causare il
cosiddetto "occhio pigro" (termine popolare per indicare un occhio
ambliope, cioè un occhio che ha una mancanza di vista pur in assenza di
malattie clinicamente rilevabili).
L' occhio pigro se non trattato comporta un deficit permanente
invalidante: si tratta di una situazione che si può trattare
efficacemente solo nella prima infanzia ma i cui risultati benefici si
conservano poi per tutto l'arco della vita.

· All' età di 6 anni, cioè all' inizio della scuola: è questo un
periodo estremamente importante per il bambino; è qui in gioco gran
parte del suo futuro di studente e del suo successo nella vita; se fa
fatica a vedere, sarà un bambino svogliato, disattento, che non vuole
studiare; può anche non accusare annebbiamenti, cefalea, arrossamenti,
stanchezza ma cercherà di usare gli occhi il meno possibile e quindi
non resterà al passo con i migliori e pian piano perderà interesse e
curiosità....e se comincia male la scuola è difficile che poi possa
riprendersi e migliorare i suoi risultati.

· Nell'adolescenza: è questo un periodo di cambiamenti per l'organismo
e quindi anche per l'occhio; il corpo cambia con una rapidità
straordinaria, sembra quasi che ogni giorno, ogni settimana sia diverso
e quasi altrettanto velocemente può cambiare l'occhio.
E' il periodo in cui la miopia compare più frequentemente ma il ragazzo
per lo più non se ne accorge perché per lui comunque il cambiamento è
lento...avviene in settimane, mesi e comunque non si può pretendere che
sia lui a farsi una diagnosi.
In ogni caso qualsiasi disturbo riferito dall' adolescente che sia
miopia o astigmatismo o altro è motivo per un controllo degli occhi.

· Verso i 18-20 anni : a questa età ci sono le visite burocratiche.
La visita per la patente talora presenta sorprese, è bene quindi fare
una visita prima di questo esame onde evitare traumi psicologici; visto
che la patente per un giovane ha un valore estremamente importante: l'
obbligo di occhiali per la guida non è un dramma, anche se il soggetto
fino ad allora sembrava avere occhi perfetti; certo ne trae vantaggio la
sua sicurezza e quella degli altri.
La visita per il militare, generalmente un poco più approfondita, può,
anche se raramente, mettere in evidenza problemi agli occhi (allo stato
attuale non più di obbligo visto l'annullamento del periodo di leva, ma
qualcuno potrebbe fare il volontario).
.
Questa è anche l'età in cui spesso si entra nel mondo del lavoro ed oggi
il lavoro è dominato dal computer e comunque l'occhio con questo salto
di qualità nella vista della persona viene sottoposto ad un carico di
impegni in precedenza non esistenti ; e se anche il superlavoro non
danneggia la vista, certamente la affatica soprattutto se l' organo
visivo non è messo nella situazione di funzionare nelle migliori
condizioni.
Se fino a questa età l'occhio non ha avuto problemi la situazione tra i
20 e i 40 anni, in assenza di patologie oculari o di difetti visivi, è
più tranquilla, ed è difficile che compaiano all'improvviso difetti di
vista o problemi: è quindi questo un periodo di tranquillità per il
giovane adulto.

· A quarant' anni: in passato quando la durata della vita era minore di
oggi, i 40 anni sono sempre stati considerati uno spartiacque tra
giovinezza e vecchiaia .
In realtà, oggi, una persona a 40 anni è ancora più che giovane anzi
forse è nel momento migliore della sua vita, ma a questa età l'occhio
comincia ad avere un periodo di cambiamenti ed entrano in funzione le
braccia.
Cosa c'entrano le braccia con gli occhi ? Uno si può chiedere.
Questa è l'età in cui uno si accorge che per leggere deve allontanare i
testi cioè allungare le braccia e ad un certo punto poi le braccia non
bastano più: vuol dire che è cominciata la presbiopia e che per riuscire
a leggere o cucire diventa necessario un occhiale!
Si può pensare: vado in negozio e mi faccio fare l' occhiale: no, questo
è un errore; anche in assenza di qualsiasi disturbo oculare ci vuole una
visita agli occhi, per escludere che oltre alla presbiopia l'occhio
abbia altri problemi.
Infatti dopo i 40 anni , a volte, comincia a comparire il glaucoma,
detto anche "il ladro silenzioso della vista" perché non comporta
sintomi oculari rilevabili dalla persona, se non quando è troppo tardi.
Solo la diagnosi precoce permette di limitare il danno visivo connesso a
questa malattia che è caratterizzata da un aumento della pressione
intraoculare e da altri inconvenienti oculari.

· Dai 40 anni ai 60 una visita ogni 4/5 anni è sufficiente, se l'organo
che ci fa gioire delle bellezze che ci circondano è sano ed in buona
condizione; altrimenti occorre seguire i consigli del medico.

· La terza età: è senz'altro l'età più difficile per l'occhio e per la
visione; per millenni e millenni questo straordinario organo ha dovuto e
potuto fare poco lavoro e per un periodo relativamente breve (la vita
media delle persone nel passato era molto più breve); ma gli stimoli
della vita moderna l'hanno ora sottoposto ad un lavoro molto, ma molto
più intenso e per un periodo molto più lungo e tutto ciò l'ha reso anche
più vulnerabile.
E certamente comunque l'età svolge il suo dovere inarrestabile...e così a
60 anni la cataratta è abbastanza frequente e, pian piano, riduce la
vista, modifica la percezione dei colori e rende tutto più difficile, la
guida, la lettura, la televisione , fino a limitare fortemente anche gli
spostamenti; occorre operare e impiantare un cristallino artificiale
onde ridare la possibilità di tornare attivi e sicuri nel circo equestre
della vita di tutti i giorni.
Con l'aumentare dell'età, comincia (meglio: può cominciare?) a comparire
anche la degenerazione maculare senile o distrofia correlata all' età:
essa è spesso causa di importanti limitazioni visive sia nella lettura
che nella guida; i rimedi oggi disponibili per la degenerazione maculare
(terapia laser, iniezioni endovitreali ed altri), sono più efficaci se
applicati precocemente anche se non riescono ancora a dominare la
situazione.
Quindi a partire dai 60 sono necessari controlli almeno ogni 2-3 anni.
(Da "La visione umana")