Cheratocono e cheratoplastica perforante
cornea", è quell'intervento in cui tutti gli strati della cornea vengono
sostituiti con un lembo corneale trasparente a tutto spessore.
Stabilito il diametro del lembo da trapiantare, si prende la cornea del
donatore e, con un piccolissimo trapano da chirurgia oculare o con laser
a femtosecondi(Intralase) vi si intaglia il lembo delle dimensioni
volute (solitamente 7/8 mm di diametro).
Si esegue quindi lo stesso procedimento sulla cornea del paziente ricevente.
I due lembi vengono poi scambiati cioè il lembo trasparente del donatore
viene messo al posto di quello malato. Si farà in modo che i margini del
lembo e quelli del "letto" (la cornea residua) del ricevente coincidano
il più possibile su tutta la loro circonferenza.
Quindi con un sottilissimo filo in nylon ed ago con caratteristiche
particolari, si suturano fra loro il lembo ed il letto sui 360°,
cercando di mantenere costanti la tensione, la profondità, la simmetria
e l'orientamento della sutura stessa.
In tutti questi casi si usa un lembo di donatore, cioè un disco di forma
circolare di cornea trasparente prelevato a tutto spessore da un bulbo
di donatore subito dopo il decesso; esso prima di venire utilizzato
viene sottoposto ad un periodo breve di conservazione, disinfezione ed
esame.
La novità di questi ultimi anni sta nel fatto che con uno speciale laser
a femtosecondi (Intralase) è possibile prelevare sia dall'occhio del
paziente che da quello di banca il lembo da trapiantare. Il lembo
"tagliato" con laser presenta maggior precisione di diametro e di forma,
oltre che bordi più lisci e regolari.
Il recupero funzionale dopo un intervento di cheratoplastica perforante
è generalmente molto lento. Sono necessari parecchi mesi prima che si
ottenga una visione discreta (3/6 mesi) ed una stabilizzazione della
cicatrice (circa 1 anno), che determina anche una stabilizzazione
funzionale, cioè dell'acuità visiva.
Nel decorso postoperatorio il mantenimento della trasparenza della
cornea e della regolarità della sua superficie anteriore sono i
presupposti indispensabile per una riuscita dell'intervento anche a
lungo termine.
Dopo un trapianto perforante esiste sempre il rischio di rigetto; la
sorveglianza del paziente deve perciò essere continua, frequente,
scrupolosa.
Il minimo segno (arrossamento, senso di corpo estraneo, diminuzione
dell'acuità visiva etc.) deve essere prontamente riferito dal paziente,
in modo che lo specialista possa accertarsi della sua causa e mettere in
atto i provvedimenti più idonei al caso.
Il cheratocono è una malattia che non trova nella chirurgia tecniche
altamente soddisfacenti, come ad esempio la chirurgia della cataratta ma
i risultati delle procedure oggi in uso sono sufficientemente
soddisfacenti, soprattutto se migliorate dall'esperienza del chirurgo,
dalla tecnica chirurgica adottata, da tutte le precauzioni messe in atto
per il prelievo e la conservazione del lembo da trapiantare.
(Da La storia della vista)

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