Glaucoma e alimentazione
Il primo aspetto da considerare riguarda il controllo della pressione
oculare; alcuni studi mostrano che la vitamina C e la glucosamina
solfato possono influenzarlo. La vitamina C ad alte dosi somministrata
localmente o per via sistemica è in grado di diminuire la IOP, anche se
l'effetto è clinicamente irrilevante.
Un secondo aspetto importante è quello vascolare: in molti pazienti con
glaucoma un'alterazione del flusso sanguigno al nervo ottico può essere
estremamente dannoso, anche se la pressione oculare non è elevata. La
regolazione vascolare può essere implementata con la somministrazione di
magnesio (contenuto in frutta oleosa come noci e nocciole, vegetali
verdi, banane ed altro) e migliorata con l'assunzione di catechine
contenute nella cioccolata fondente, tè verde, agrumi e con l'assunzione
di acidi grassi ?-3 (contenuta del pesce).
Il Ginkgo biloba migliora il flusso sanguigno centrale e periferico ed
è un farmaco usato correntemente per il trattamento del glaucoma.
Un terzo e più recente aspetto della terapia del glaucoma riguarda la
neuroprotezione: questa può essere definita come l'uso di agenti
terapeutici che prevengono, rallentano o annullano la morte dei neuroni
cioè delle cellule nervose dell'occhio.
Il pretrattamento e il trattamento precoce con Egb 761 (contenuto nel
Ginkgo biloba) dimostrano un effetto neuroprotettore nei modelli animali
di glaucoma cronico. Un potente flavonoide è contenuto nel tè verde,
l'epigallocatechingallato (EGCg), mentre da molti anni si utilizzano gli
estratti delle foglie del Ginkgo biloba.
In linea di principio la stessa sostanza può essere utilizzata per
attenuare il danno da stress ossidativi nella DMLE e nel glaucoma.
La fosfatidilcolina (o lecitina) è una sostanza presente nella soia ed è
stato evidenziato che esercita effetto di neuroprotezione nel glaucoma
tanto che in alcuni casi dove è stato osservato un miglioramento della
funzione visiva.
Una dieta appropriata anche se non cura e non previene il glaucoma può
essere un utile supporto alla terapia farmacologia e/o chirurgica; essa
comprende quindi flavonoidi (tè verde, agrumi, cioccolato fondente), gli
estratti di Ginkgo biloba, la soia.
Il Ginkgo Biloba è una pianta originaria della Cina. Viene coltivata
industrialmente in Estremo Oriente e Stati Uniti per l'utilizzo
medicinale delle sue foglie.
Le foglie di Ginkgo biloba contengono terpeni, polifenoli, flavonoidi
che hanno un'azione vasodilatatrice e viene utilizzato per migliorare la
circolazione sanguigna, come antiaggregante piastrinico e come
antiossidante; L'Egb 761 è un estratto standardizzato del Ginkgo biloba.
(Da Occhio e alimentazione di Lucio Buratto)
oculare; alcuni studi mostrano che la vitamina C e la glucosamina
solfato possono influenzarlo. La vitamina C ad alte dosi somministrata
localmente o per via sistemica è in grado di diminuire la IOP, anche se
l'effetto è clinicamente irrilevante.
Un secondo aspetto importante è quello vascolare: in molti pazienti con
glaucoma un'alterazione del flusso sanguigno al nervo ottico può essere
estremamente dannoso, anche se la pressione oculare non è elevata. La
regolazione vascolare può essere implementata con la somministrazione di
magnesio (contenuto in frutta oleosa come noci e nocciole, vegetali
verdi, banane ed altro) e migliorata con l'assunzione di catechine
contenute nella cioccolata fondente, tè verde, agrumi e con l'assunzione
di acidi grassi ?-3 (contenuta del pesce).
Il Ginkgo biloba migliora il flusso sanguigno centrale e periferico ed
è un farmaco usato correntemente per il trattamento del glaucoma.
Un terzo e più recente aspetto della terapia del glaucoma riguarda la
neuroprotezione: questa può essere definita come l'uso di agenti
terapeutici che prevengono, rallentano o annullano la morte dei neuroni
cioè delle cellule nervose dell'occhio.
Il pretrattamento e il trattamento precoce con Egb 761 (contenuto nel
Ginkgo biloba) dimostrano un effetto neuroprotettore nei modelli animali
di glaucoma cronico. Un potente flavonoide è contenuto nel tè verde,
l'epigallocatechingallato (EGCg), mentre da molti anni si utilizzano gli
estratti delle foglie del Ginkgo biloba.
In linea di principio la stessa sostanza può essere utilizzata per
attenuare il danno da stress ossidativi nella DMLE e nel glaucoma.
La fosfatidilcolina (o lecitina) è una sostanza presente nella soia ed è
stato evidenziato che esercita effetto di neuroprotezione nel glaucoma
tanto che in alcuni casi dove è stato osservato un miglioramento della
funzione visiva.
Una dieta appropriata anche se non cura e non previene il glaucoma può
essere un utile supporto alla terapia farmacologia e/o chirurgica; essa
comprende quindi flavonoidi (tè verde, agrumi, cioccolato fondente), gli
estratti di Ginkgo biloba, la soia.
Il Ginkgo Biloba è una pianta originaria della Cina. Viene coltivata
industrialmente in Estremo Oriente e Stati Uniti per l'utilizzo
medicinale delle sue foglie.
Le foglie di Ginkgo biloba contengono terpeni, polifenoli, flavonoidi
che hanno un'azione vasodilatatrice e viene utilizzato per migliorare la
circolazione sanguigna, come antiaggregante piastrinico e come
antiossidante; L'Egb 761 è un estratto standardizzato del Ginkgo biloba.
(Da Occhio e alimentazione di Lucio Buratto)

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