Le malattie dell'occhio

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mercoledì 22 luglio 2009

Diabete: la retinopatia diabetica, meccanismo di insorgenza

La retinopatia diabetica provoca uno stato di sofferenza del circolo
sanguigno retinico che degenera in una condizione di ipossia retinica
(rallentato e ridotto apporto d'ossigeno alla retina).
Come in altri distretti del corpo umano quando un tessuto non riceve più
sangue e quindi ossigeno, degenera. A livello retinico i vasi sanguigni
diventano più deboli, modificano la loro morfologia, danno origine ad
edema (liquido nella retina) ed emorragie ripetute che a lungo termine
alterano il tessuto retinico.
Se queste alterazioni di tipo ischemico cioè da mancanza di irrorazione
sanguigna, sono accentuate o durano a lungo si può instaurare un
processo per cui a livello retinico si formano dei vasi sanguigni
anomali (neovasi) per sopperire alla mancanza di ossigeno; la struttura
di questi nuovi vasi, anomali, è però molto debole, per cui vanno
incontro a ripetuti processi emorragici.
Questi vasi anomali o neovasi proliferano e distruggono il tessuto
retinico dando origine a processi fibrotici (cicatriziali) con possibile
rottura e distacco retinico (retinopatia proliferante).
Accanto all'esame del fondo oculare, la fluorangiografia è la metodica
più adatta per l'esatta valutazione della malattia; evidenzia, infatti,
le iniziali alterazioni del microcircolo retinico, accerta la presenza
di aree di ischemia e fornisce quindi indicazioni indispensabili al
trattamento laser.
Anche la tomografia ottica a radiazione coerente (OCT) è utile per
monitorare la patologia retinica.

Terapia
La fotocoaugulazione della retina con il laser è indicata nella
retinopatia diabetica per bloccare le alterazioni vascolari, distruggere
cioè i vasi anomali e le aree retiniche ischemiche che altrimenti
potrebbero degenerare in emorragie ripetute con conseguente perdita
della visione.
Solo nei casi più gravi ed avanzati , quando la retinopatia coinvolge
anche la struttura vicina (vitreo) è utile un approccio chirurgico
finalizzato alla rimozione delle strutture alterate del vitreo
(vitrectomia) con la loro sostituzione.

Prevenzione
Il soggetto diabetico oltre che mantenere un buon stato generale ed un
buon compenso metabolico evitando soprattutto i cosiddetti sbalzi
glicemici -in particolare le ipoglicemie- mediante controllo glicemico,
dieta, terapia generale etc., deve sottoporsi periodicamente a
un'analisi del fondo oculare ed eventualmente ad un esame
fluorangiografico onde rimediare tempestivamente alle alterazioni
retiniche sopravvenute.

Principali sintomi
- difficoltà di ottimale messa a fuoco specialmente nella lettura per
vicino, visione annebbiata, difficoltà di vedere bene i "dettagli" con
normale nitidezza
- senso di fastidio alla luce sia naturale che artificiale (fotofobia)
- aloni intorno alle sorgenti luminose
- difficoltà di adattamento passando da ambienti luminosi ad ambienti
scarsamente illuminati (es. entrando in una galleria)
- sensazione di vedere come attraverso uno strato acquoso (segno di
edema retinico centrale)
- perdita di alcune aree del campo visivo (scotomi centrali o periferici)

(Da La storia della vista)