Occhio, Privacy e Sicurezza
Il giornalista Marco Cattaneo, Anil K. Jain, Prof alla Università
Statale del Michigan e Sharath Panani,del gruppo di ricerca IBM presso
il centro di ricerca di Yorktown Heights New York, hanno considerato
come si sta sviluppando negli ultimi anni il problema della sicurezza
anche in relazione al problema della privacy.
La sicurezza a livello di internet, di banca, di terrorismo di sanità o
per motivi di interesse pubblico e così via si basa al momento
essenzialmente sull'uso di password, codici PIN, card etc.
Sono questi dei dati che possono facilmente essere rubati, copiati,
falsificati. Inoltre chi ne è il legittimo proprietario può dimenticarli
o perderli.
In sostituzione stanno entrando nell'uso i dati biometrici: si tratta di
caratteristiche fisiche che devono essere uniche per ogni persona e
devono durare costanti nel tempo. Ricordiamo le impronte digitali, il
volto, l'iride cioè la membrana colorata dell'occhio.
I dati biometrici non possono essere rubati, non possono essere persi,
sono difficili da falsificare o da copiare.
Ultimamente in molte situazioni si tende a sostituire l'uso delle
impronte digitali con l'uso del riconoscimento dell'iride.
Ad es. negli aeroporti del Regno Unito i viaggiatori che hanno fornito
il loro dato biometrico possono saltare i normali controlli aeroportuali.
La trama dell'iride ha una unicità elevatissima ( è diversa anche in
gemelli al contrario delle impronte digitali) e permane costante nel
tempo; la falsificazione è difficilissima e la rilevazione è veloce.
In realtà però la gente non è molto favorevole al suo uso, al contrario
di quello che succede con le impronte digitali.
Si deve tenere presente che il metodo di riconoscimento dell'iride usa
dei calcoli matematici che ne impediscono l'uso come prova in tribunale.
Naturalmente i sistemi di immagazzinamento dei dati biometrici e di
rilevamento degli stessi devono essere a prova di bomba: impedire di
alterare i dati, di sottrarli, riconoscere le immagini falsificate.
In ogni caso la cosa migliore probabilmente sarebbe quella di usare più
dati biometrici in contemporanea.
Migliorare la sicurezza però può rendere necessario far conoscere a
banche, assicurazioni, strutture sanitarie, strutture pubbliche e così
via i dati personali biometrici delle persone.
Ciò mette a rischio la privacy delle persone.
Evidentemente non è semplice mettere d'accordo due esigenze così diverse
come sicurezza e privacy. È questo il problema che si deve risolvere
nel prossimo futuro.
Statale del Michigan e Sharath Panani,del gruppo di ricerca IBM presso
il centro di ricerca di Yorktown Heights New York, hanno considerato
come si sta sviluppando negli ultimi anni il problema della sicurezza
anche in relazione al problema della privacy.
La sicurezza a livello di internet, di banca, di terrorismo di sanità o
per motivi di interesse pubblico e così via si basa al momento
essenzialmente sull'uso di password, codici PIN, card etc.
Sono questi dei dati che possono facilmente essere rubati, copiati,
falsificati. Inoltre chi ne è il legittimo proprietario può dimenticarli
o perderli.
In sostituzione stanno entrando nell'uso i dati biometrici: si tratta di
caratteristiche fisiche che devono essere uniche per ogni persona e
devono durare costanti nel tempo. Ricordiamo le impronte digitali, il
volto, l'iride cioè la membrana colorata dell'occhio.
I dati biometrici non possono essere rubati, non possono essere persi,
sono difficili da falsificare o da copiare.
Ultimamente in molte situazioni si tende a sostituire l'uso delle
impronte digitali con l'uso del riconoscimento dell'iride.
Ad es. negli aeroporti del Regno Unito i viaggiatori che hanno fornito
il loro dato biometrico possono saltare i normali controlli aeroportuali.
La trama dell'iride ha una unicità elevatissima ( è diversa anche in
gemelli al contrario delle impronte digitali) e permane costante nel
tempo; la falsificazione è difficilissima e la rilevazione è veloce.
In realtà però la gente non è molto favorevole al suo uso, al contrario
di quello che succede con le impronte digitali.
Si deve tenere presente che il metodo di riconoscimento dell'iride usa
dei calcoli matematici che ne impediscono l'uso come prova in tribunale.
Naturalmente i sistemi di immagazzinamento dei dati biometrici e di
rilevamento degli stessi devono essere a prova di bomba: impedire di
alterare i dati, di sottrarli, riconoscere le immagini falsificate.
In ogni caso la cosa migliore probabilmente sarebbe quella di usare più
dati biometrici in contemporanea.
Migliorare la sicurezza però può rendere necessario far conoscere a
banche, assicurazioni, strutture sanitarie, strutture pubbliche e così
via i dati personali biometrici delle persone.
Ciò mette a rischio la privacy delle persone.
Evidentemente non è semplice mettere d'accordo due esigenze così diverse
come sicurezza e privacy. È questo il problema che si deve risolvere
nel prossimo futuro.
(Da Le Scienze )

<< Home page