Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

lunedì 4 gennaio 2010

Occhi e problemi lacrimali

Cenni di fisiologia delle vie lacrimali
Le lacrime vengono prodotte dalla ghiandola lacrimale principale e dalle
numerose e piccolissime ghiandole lacrimali accessorie. Dopo aver
bagnato uniformemente la superficie anteriore dell'occhio, il liquido
lacrimale si raccoglie nell'angolo interno delle palpebre (lago
lacrimale); da qui viene continuamente aspirato verso le cavità del naso
dal sistema di deflusso rappresentato dalle vie lacrimali (si spiega
quindi perché, quando si piange, si ha necessità di soffiarsi il
naso...). Le vie lacrimali prendono origine in corrispondenza dei due
puntini lacrimali, superiore ed inferiore, che sono situati sul bordo
interno della palpebra vicino al naso ed appaiono come due piccole
protuberanze. Le continue contrazioni palpebrali, fenomeno noto come
"ammiccamento", hanno la funzione di ridistribuire continuamente le
lacrime sulla superficie oculare in forma di un sottile film liquido;
hanno anche la finalità di determinare contrazioni e dilatazioni
ritmiche dei puntini e delle prime vie lacrimali, in modo da aspirare le
lacrime e convogliarle verso le vie lacrimali successive e infine verso
il naso.

Alterazioni delle vie lacrimali
La produzione e la circolazione di lacrime può essere alterata in
diverse condizioni.
In alcuni casi (in verità rari) la ghiandola lacrimale può essere
irritata e produrre lacrime in modo eccessivo, portando ad una
condizione nota come "iperlacrimazione".
In altri, ben più frequenti, il sistema di drenaggio può subire
alterazioni, che portano tutte ad un diminuito scarico delle lacrime
prodotte; queste, non più convogliate nelle vie di deflusso, bagnano
eccessivamente l'occhio e dal lago lacrimale "straripano" per scendere
giù lungo la guancia; questa situazione, detta "epifora", può essere
causata da un restringimento parziale o da un'occlusione completa delle
vie lacrimali ad uno dei vari livelli; altre volte da un'eversione dei
puntini lacrimali, che allontanandosi dal lago lacrimale non pescano più
in esso.
In questo fascicolo invece prenderemo in considerazione solo i disturbi
dovuti a scarsa produzione di lacrime: essi sono dovuti per lo più al
fatto che a causa di un'atrofia totale o parziale le ghiandole non
producono sufficiente liquido, e ciò conduce ad una condizione chiamata
"ipolacrimia".

Ipolacrimia
Come accade in tutte le funzioni di ogni organismo vivente, anche per le
lacrime esiste un perfetto equilibrio fra la produzione ed il
riassorbimento, in modo da mantenere una giusta quantità di liquido che
bagna la superficie oculare.
Se la produzione è in difetto, l'occhio è più o meno asciutto, e ciò
genera problemi, sia per il maggior traumatismo causato dal continuo
movimento delle palpebre sulla sua superficie ad ogni ammiccamento, sia
per l'insufficiente detersione della stessa dai germi e dai corpi
estranei, complicata anche dal fatto che in siffatte condizioni sono
carenti anche i componenti delle lacrime (gli anticorpi ed il lisozima)
che hanno una potente azione battericida.
Il tutto si traduce in un continuo fastidio, nella sensazione di sabbia
negli occhi, in un perenne arrossamento della congiuntiva e nella
maggiore facilità che questi occhi "asciutti" hanno a contrarre
infezioni, anche da germi normalmente innocui.
I disturbi sono più pronunciati in ambienti secchi o ventosi o in
ambienti con aria condizionata; particolare cura va quindi usata nella
umidificazione delle stanze d'inverno, quando il riscaldamento funziona
a tutto combustibile, in macchina con i finestrini aperti, nelle
giornate particolarmente ventose e asciutte e negli ambienti con aria
condizionata.
In casa è molto utile avere un umidificatore, soprattutto quando il
riscaldamento o il condizionamento funzionano; è importante pure che chi
è affetto da "occhi asciutti" beva liquidi in quantità superiore al
normale per favorire un aumento di produzione lacrimale.
A volte, paradossalmente, i pazienti che hanno una "sindrome dell'occhio
secco" lacrimano molto (soprattutto quando ci sono piccoli danni alla
superficie della cornea: cheratite); le lacrime prodotte non sono però
lacrime normali, sono molto acquose, contengono poche componenti mucose
e non sono sufficientemente viscose per lubrificare veramente l'occhio e
quindi scivolano via e comunque evaporano facilmente dalla cornea
lasciandola esposta alle "intemperie" o comunque agli agenti esterni.

Cause di ipolacrimia
L'ipolacrimia (così si chiama la condizione in cui vengono prodotte meno
lacrime del necessario) ha cause congenite e cause acquisite, ma
soprattutto cause involutive: in quest'ultimo caso le ghiandole
lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della loro porzione
secernente nell'età senile, e particolarmente nelle donne dopo la menopausa.
Una causa molto frequente di ipolacrimia è l'uso esagerato e
continuativo di lenti a contatto; ogni portatore di lenti a contatto
dovrebbe perciò fare una visita periodica dal medico oculista.
(Da "La Storia della vista")