Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

mercoledì 31 marzo 2010

Occhio: futuro e problemi visivi

Più longevità, meno mortalità tra i bambini e maggior uso di
internet.Sono questi alcuni degli aspetti positivi del mondo postmoderno
contenuti nel rapporto annuale dell'Unesco sulle prospettive della
Terra, intitolato "Lo stato del futuro 2008". In realtà il testo
sottolinea anche diversi aspetti critici del mondo di domani, tra cui
l'aumento delle emissioni di anidride carbonica e l'effetto serra,
l'incremento dei rischi di attacchi terroristici e della disoccupazione.
Il rapporto dell'Unesco è entusiasta riguardo ad internet, "considerata
già la forza più consistente nella direzione della globalizzazione,
della democratizzazione, della crescita economica e dell'istruzione".
Tuttavia, ci sono aspetti del futuro a tinte fosche:il riscaldamento
globale, scrive l'organismo dell'Onu, sta avvenendo più rapidamente di
quanto non si attenda. Ciò potrebbe provocare una perdita , soprattutto
nell'Africa meridionale, "di oltre il 30% del raccolto di mais entro il
2030"; ciò significa una maggiore malnutrizione che, naturalmente, causa
gravi conseguenze sulla salute anche a livello oculare. Ad esempio, una
carenza di vitamina A (xeroftalmia) può provocare ulcere della
superficie della cornea e culminare nella cecità; questa deficienza è la
prima causa di perdita della vista tra i bambini. Inoltre, il
riscaldamento globale contribuisce ad aumentare il numero di persone
colpite dalla siccità fino a un numero enorme di tre miliardi entro il
2025. Ciò si aggiungerà al problema, già esistente, della mancanza di
igiene in molte zone dell'Africa: i pozzi d'acqua non puliti, ad
esempio, possono provocare il tracoma, con gravi conseguenze a livello
oculare.
(Da Oftalmologia Sociale)

mercoledì 24 marzo 2010

Glaucoma: i fattori di rischio nella malattia glaucomatosa

La predisposizione genetica, il sesso, l'età, il titolo anticorpale
dell'anticardiolipina ma anche la pressione intraoculare basale sono
fattori indipendenti fra di loro ma sembra che aumentino il rischio di
insorgenza e progressione della malattia glaucomatosa.
Sono affermazioni derivanti da studi scientifici condotti dalla Società
Canadese del Glaucoma.
Il responsabile di tali studi il dr Balwantray C. Chauhan ribadisce
l'importanza soprattutto del legame tra presenza di titoli anticorpali
alti di cardiolipina ed insorgenza e progressione del glaucoma. Questo
è il più importante fattore predittivo del glaucoma.
Lo studio rilevava che pazienti in cui gli anticorpi anticardiolipina
erano molto elevati, erano quattro volte più predisposti al glaucoma;
questo non vuol dire comunque che anche altri pazienti senza questa
caratteristica non avessero una progressione della malattia.
Altro dato importante anche se più ovvio era l'entità della pressione
intraoculare rilevata per la prima volta, l'andamento poco regolare
della pressione intraoculare ma soprattutto le malattie vascolari
associate che provocavano una progressione molto spesso incontrollabile
della patologia glaucomatosa.
Non da ultimo, il dato dell'età e del sesso.
Sembra che ogni anno di età aggiunga di un 4% l'aumento,
indipendentemente da altri fattori, della progressione della malattia.
Il sesso femminile pare due volte più esposto rispetto al sesso maschile
alla progressione della malattia. Pare che la questione ormonale sia un
importante fattore . Il periodo post menopausale per un differente tasso
di ormoni estrogeni favorisce la malattia.
(Da Ocular Surgery News )

mercoledì 17 marzo 2010

La genetica e le influenze ambientali nella funzione visiva

Il Dr. Hogg e collaboratori hanno condotto uno studio, a proposito di
influenze che hanno la genetica e le condizioni ambientali sulla
funzione visiva, analizzando la funzione dei coni (cellule visive) in 42
coppie di gemelli (21 monozigoti e 21 dizigoti) di età tra i 57 e 75
anni con acuità visiva normale.
La funzione dei coni è stata valutata con un esame che analizzava la
sensibilità al contrasto e la percezione alla luce sull'asse rosso
verde. Due esami molto tecnici e particolari che permettevano di
misurare la capacità funzionale visiva.
Questa capacità era differente nei due gruppi genetici e veniva
influenzata dalle condizioni ambientali esterne.
Gli autori hanno concluso che, mentre esistono molti parametri della
funzione visiva che non vengono influenzati, altri processi vitali
neuronali (cellule nervose) sono significativamente influenzati dalla
costituzione genetica e dalle condizioni ambientali.
(Da Eye Net)

mercoledì 10 marzo 2010

Staminali retiniche trapiantate, un successo contro la cecità?

Negli Stati Uniti sono state trapiantate cellule della retina negli
occhi di persone non vedenti, la cui menomazione è dovuta alla retinite
pigmentosa e alla degenerazione maculare legata all'età (AMD),
prelevandole da embrioni.
A tutti i pazienti sono state impiantate cellule retiniche ottenute dal
feto: la procedura mira a farle crescere in modo da rimpiazzare i
fotorecettori danneggiati, collegandoli alla parte ancora sana della
retina. Dopo l'intervento si è riscontrato un miglioramento della vista
in sette casi su dieci, tre dei quali colpiti da retinite pigmentosa.
"Nonostante la visione", si legge in una nota, "sia rimasta nell'ambito
della "cecità legale" per tutti i pazienti, i miglioramenti visivi sono
stati significativi e quantificabili".
Questi studi devono ancora fare molta strada , ma lo scopo resta quello
di contrastare la perdita progressiva del visus. In una persona colpita
da retinite pigmentosa si è riscontrato nell'occhio trattato un
miglioramento della sensibilità alla luce del 27%. La buona notizia è
che non sono stati riscontrati problemi di rigetto ovvero di rifiuto, da
parte dell'organismo, delle cellule impiantate.
La ricerca, supervisionata dalla Food and Drug Administration (FDA), è
stata condotta dall'Università statunitense di Louisville (USA) ed è
stata pubblicata sull'American Journal of Ophthalmology. Alcuni docenti,
tuttavia, contestano che si tratti di un successo reale. E' il caso di
Pete Coffey, docente dell'Istituto Universitario londinese di
Oftalmologia: "Non posso dire che sia stato un successo, tranne per il
fatto che le cellule non abbiano provocato reazioni immunitarie nei
soggetti". Questo professore sostiene come, a ben guardare, nessuno sia
riuscito a realizzare un trapianto di retina completo e accertato.
Inoltre, giudica l'uso di cellule fetali poco pratico, sia per ragioni
etiche, sia per la loro scarsità. Tuttavia, incoraggia l'uso delle
staminali ricavate con altri metodi: è una delle strade maestre che
forse, un giorno, permetterà di debellare diverse forme di cecità.
(Da Oftalmologia Sociale)

mercoledì 3 marzo 2010

DMLE: studio prospettico di 7 anni sull'effetto dell'attività fisica intensa

Una popolazione di 29532 uomini e 12176 donne è stata seguita
prospetticamente per 7.7 anni. Tutti i soggetti facevano esercizio
fisico regolare sotto forma di corsa. L'insorgenza di una DMLE è stata
rilevata in 110 uomini e 42 donne. Le persone che hanno manifestato una
DMLE erano più anziane e avevano fumato significativamente di più
rispetto alle altre.
Dopo correlazione per il sesso e l'età, l'incidenza di DMLE è risultata
più rilevante nelle persone che consumavano più carne e meno frutta.
I soggetti che svolgevano un'attività fisica inferiore avevano
un'incidenza maggiore di DMLE. Dopo correlazione per l'età, il sesso, il
tabagismo e il regime alimentare, il rischio relativo di sviluppare una
DMLE si è ridotto del 10% per km/die di corsa quotidiana. Le persone che
correvano per più di 4 km/die avevano un rischio inferiore del 42%-54%
di sviluppare DMLE.
(Da Rassegna Oftalmologia)