Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

venerdì 28 maggio 2010

Presbiopia: epidemiologia

La presbiopia, ovvero la difficoltà a leggere da vicino senza occhiali,
interessa circa un miliardo di persone nel mondo. Di queste circa 517
milioni di persone non utilizza un'adeguata correzione per vicino e il
94% di questo gruppo dimostra grosse difficoltà nello svolgere le
proprie attività mancando del supporto correttivo: beneficerebbe
notevolmente di un occhiale correttivo.
Nei paesi in via di sviluppo,il divario è più accentuato a causa
dell'insufficiente presenza sul territorio di centri dove effettuare un
esame della vista accurato e di strutture di supporto che garantiscano
la possibilità di usufruire di occhiali correttivi per vicino.
(da Cataract and Refractive Surgery Today)

martedì 25 maggio 2010

La cheratoplastica conduttiva

La cheratoplastica conduttiva è una tecnica per la correzione
della presbiopia.
Essa si sviluppa sul principio della termo cheratoplastica.
La cheratoplastica conduttiva è una procedura che non richiede
l'utilizzo di un laser ed è rappresentata dalla reazione stromale
della cornea (cioè dello strato intermedio del tessuto corneale)
all'applicazione di una sonda a radiofrequenza con una potenza di
350 KHz. Normalmente si trattano dagli 8 ai 32 punti sulla cornea.
Il potere termico e la durata dell'applicazione dello stimolo
(0,6 secondi)determinano un contrazione del collagene stromale.
Di norma, il trattamento si esegue nella media periferia corneale
con 8 punti di applicazione circolari, al fine di ottenere un anello
di restringimento del collagene della cornea. Si ottiene così un
protrusione dell'apice corneale che conferisce alla cornea un maggiore
potere refrattivo e di conseguenza un miglioramento della capacità
di lettura a distanza ravvicinata.
Questo trattamento è consigliato ad i pazienti di età compresa tra
i 45 e i 55 anni e che presentano una lieve presbiopia e un po' di
ipermetropia, circa 1 diottria.
(da Cataract and Refractive Surgery Today)

giovedì 20 maggio 2010

L' occhio elettronico mima la retina umana

Una donna di 50 anni di New York a cui è stata diagnosticata all'età di
13 anni una malattia che l'ha condotta progressivamente alla cecità è
stata sottoposta all'intervento di impianto di un occhio elettronico che
le ha ridato parzialmente la visione.
L'intervento è stato condotto dall'equipe del dottor Lucian V. Del
Priore del New-York Presbiterian Hospital/Columbia University Medical
Centre. L'impianto è un componente dell'Argus II Retinal Stimulation
System ed è disegnato per stimolare direttamente le cellule retiniche.
Il dottor Del Priore afferma che con questo sistema pazienti affetti da
una cecità funzionale potrebbero distinguere la luce dal buio,
riconoscere alcuni schemi visivi, riconoscere i numeri, vedere il cibo
nel piatto e muoversi in ambienti non familiari.
Il dispositivo,ad oggi,non riesce a ripristinare tutte le funzioni
visive, ma può ridurre drammaticamente la disabilità del paziente.
Attualmente i pazienti candidati all'impianto sono solo quelli affetti
da retinite pigmentosa, poiché questa malattia determina una distruzione
delle cellule retiniche dello strato esterno, conservando in vita le
cellule retiniche degli strati interni e mantenendo la capacità di
conduzione elettrica del segnale. Al momento i pazienti affetti da
glaucoma, retinopatia diabetica o da pregresso distacco di retina sono
esclusi dallo studio, poiché la compromissione retinica in questi casi è
più massiva.
(Da Opthalmology Times Europe)

martedì 11 maggio 2010

Presbiopia:comprendere le aspettative dei pazienti è assolutamente necessario per la chirurgia

Il Dr.Hardten fa presente che capire bene le aspettative dei pazienti
evita di trovarsi di fronte a problemi dopo l'intervento.
I pazienti devono essere avvertiti che la possibilità di vedere sia da
lontano che da vicino senza lenti comporta dover convivere con disturbi
come aloni e abbagliamenti:
Inoltre per riuscire a leggere bene o a guidare di notte può essere
necessario sottoporsi a PRK, lASIK o ad usare ancora degli occhiali,
sia pure leggeri.
Bisogna ricordare al paziente che non esiste nessun mezzo che può far
tornare la vista di quando si aveva 10 anni di età!
Hardten ricorda anche che nei prossimi anni aumenterà di molto il
numero di persone compreso tra i 50 e i 65 anni: si tratta di persone
frutto del baby boom e che sono abituate a una vita un poco "viziata",
per cui quello che vogliono,lo vogliono ora,e vogliono ricevere
esattamente quello che vogliono.
Nei prossimi 20 anni gli oculisti si troveranno ad affrontare una
professione sempre più dura: si troveranno di fronte a dei pazienti
sempre più esigenti.
Il Dr Hardten raccomanda di discutere molto bene delle IOL per la
presbiopia con tutti i pazienti candidati per intervento di cataratta.
Bisogna anche far presente al paziente che potrebbe essere necessario un
ulteriore intervento, laser o chirurgico, per arrivare al risultato voluto.
Raccomanda inoltre ai chirurghi di andare con i piedi di piombo finchè
non si è fatta una esperienza sufficiente con questi tipi di IOL.
(Da Eurotimes)

giovedì 6 maggio 2010

Occhio bionico impiantato a New York

Uno dei pazienti sottoposto a questo nuovo intervento vive a New York,
ha 50 anni e,da quando ne ha 13, è malato di retinite pigmentosa,
patologia oculare genetica che rende progressivamente ciechi.
Il paziente ha recuperato parzialmente la funzionalità visiva grazie ad
una nuova tecnica chirurgica: l' Occhio Bionico.
L' intervento è stato eseguito presso il Medical Center della Columbia
University.
Questa avveniristica tecnica consiste nell'impiantare un chip, sensibile
ai colori, che funge da retina artificiale.
Questa tecnica, eseguita in via sperimentale su una trentina di
pazienti, restituisce una visione rudimentale, in bianco e nero, con una
risoluzione di 60 pixel.
Anche se i valori ci parlano di qualità molto scarsa, non bisogna
dimenticare che le persone che potrebbero usufruire di questa tecnica
non hanno alternativa alla cecità ;si sta studiando, comunque, per
ideare chip più sensibili e con qualità ricettive maggiori.
Per rientrare nel programma di sperimentazione è necessario rispondere a
determinate caratteristiche, tra le quali le più importanti risultano
essere la vicinanza al centro di sperimentazione e soprattutto la totale
assenza di patologie del nervo ottico (come il glaucoma) così come di un
distacco di retina.
A fronte dell'entusiasmo legato ad una tecnica innovativa che potrebbe
ridare la vista a persone destinate alla cecità, bisogna ricordare che è
una tecnica nuova di cui non si hanno dati a lungo termine: non si
conosce quindi la percentuale di successo nel lungo periodo e nemmeno
gli eventuali danni ed effetti collaterali.
(Da Oftalmologia Sociale)

lunedì 3 maggio 2010

Retinite pigmentosa e alimentazione

Importante l'effetto della nutrizione su questa grave malattia
dell'occhio; in uno studio,la luteina, somministrata per un anno,ha
avuto effetto positivo sul campo visivo centrale rallentando la naturale
perdita delle funzioni visive.
Un apporto nutrizionale potenziato di ?-3 per due anni ha ottenuto un
rallentamento del danno al campo visivo.
Quindi una dieta ricca di spinaci,cavoli,radicchio,lattuga,bietole
(contenenti luteina e zeaxantina) e pesce (contenente Omega 3)è utile
per chi soffre di questa malattia.
(Da Occhio e alimentazione)