Glaucoma: i neuroprotettori offrono una speranza per la cura
Esistono sostanze, in natura (vegetali) e nel nostro corpo (endogene),
in grado di dare un effetto di protezione dei tessuti nervosi in
particolare di alcune cellule della retina.
Alcune sostanze come l'Eritropoietina (EPO), il fattore ciliare
neurotrofico (CNTF) e il Wolfberry (Barbarum di Licium) sembrano
contribuire alla neuroprotezione delle cellule ganglionari retiniche.
Questa affermazione è il risultato di uno studio del dr. Kwohlei So
responsabile del Dipartimento di Anatomia dell'Università di Hong Kong.
Il Dr.So e la sua equipe hanno ricreato in una popolazione di ratti una
sofferenza delle cellule ganglionari retiniche aumentando la pressione
dell'occhio (glaucoma). In un secondo tempo hanno somministrato come
terapia le tre sostanze menzionate precedentemente.
In tre esperimenti separati si è visto che la prima sostanza,
Eritropoietina (EPO) endogena, svolge un ruolo di parziale riparazione
dopo l'insulto delle cellule retiniche del ratto.
Allo stesso modo la seconda sostanza fattore neurotrofico (CNTF)
contribuisce alla rigenerazione delle cellule nervose ganglionari nel ratto.
Il Wolfberry o Barbaricum di Licium si è dimostrato particolarmente
interessante perché agisce sulla acuità visiva, dà beneficio alle
cellule nervose retiniche, regola parzialmente l'azione immunologia e
svolge soprattutto un effetto benefico nei confronti delle cellule
ganglionari retiniche.
Questa ultima sostanza derivata dalla corteccia della pianta di Barbarum
di Licium svolge un benefico effetto anche nei confronti di altri tipi
di cellule nervose e precisamente nei confronti della microglia (cellule
dell'impalcatura nervosa).
Il vantaggio di questa ultima sostanza è che essendo contenuta in
sostanze vegetali può essere assunta per un lungo periodo senza
controindicazioni.
in grado di dare un effetto di protezione dei tessuti nervosi in
particolare di alcune cellule della retina.
Alcune sostanze come l'Eritropoietina (EPO), il fattore ciliare
neurotrofico (CNTF) e il Wolfberry (Barbarum di Licium) sembrano
contribuire alla neuroprotezione delle cellule ganglionari retiniche.
Questa affermazione è il risultato di uno studio del dr. Kwohlei So
responsabile del Dipartimento di Anatomia dell'Università di Hong Kong.
Il Dr.So e la sua equipe hanno ricreato in una popolazione di ratti una
sofferenza delle cellule ganglionari retiniche aumentando la pressione
dell'occhio (glaucoma). In un secondo tempo hanno somministrato come
terapia le tre sostanze menzionate precedentemente.
In tre esperimenti separati si è visto che la prima sostanza,
Eritropoietina (EPO) endogena, svolge un ruolo di parziale riparazione
dopo l'insulto delle cellule retiniche del ratto.
Allo stesso modo la seconda sostanza fattore neurotrofico (CNTF)
contribuisce alla rigenerazione delle cellule nervose ganglionari nel ratto.
Il Wolfberry o Barbaricum di Licium si è dimostrato particolarmente
interessante perché agisce sulla acuità visiva, dà beneficio alle
cellule nervose retiniche, regola parzialmente l'azione immunologia e
svolge soprattutto un effetto benefico nei confronti delle cellule
ganglionari retiniche.
Questa ultima sostanza derivata dalla corteccia della pianta di Barbarum
di Licium svolge un benefico effetto anche nei confronti di altri tipi
di cellule nervose e precisamente nei confronti della microglia (cellule
dell'impalcatura nervosa).
Il vantaggio di questa ultima sostanza è che essendo contenuta in
sostanze vegetali può essere assunta per un lungo periodo senza
controindicazioni.
(Da Ophthalmology Times Europe)
