Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

martedì 28 dicembre 2010

Laser a femtosecond e chirurgia dei trapianti di cornea

Il Laser a Femtosecond consente di effettuare tagli molto precisi e con
un diametro prescelto sia nella cornea del donatore che in quella del
ricevente.
La possibilità di ottenere profili differenti della zona di taglio
consente di avere una migliore cicatrizzazione con minor rischio di
astigmatismi irregolari a livello del margine del tessuto trapiantato.
Inoltre il Laser a Femtosecond consente di eseguire anche trapianti
parziali o lamellari che permettono di ottenere buoni risultati
refrattivi con una minor invasività.
La possibilità di avere una chirurgia che ci consente di andare a
sostituire solo la porzione di tessuto corneale patologica rappresenta
un importante traguardo nella chirurgia dei trapianti corneali a causa
dei suoi risvolti importanti sia sul decorso post-operatorio del
paziente, che è senza dubbio più breve, sia sull'esito in termini di
qualità visiva.
(Da EyeNet)

giovedì 23 dicembre 2010

Retina: imaging strutturale e funzionale, nuovi strumenti diagnostici delle patologie retiniche

Questa analisi condotta da un autore australiano di Brisbane,
Queensland, fa il punto sui due strumenti più recenti di esplorazione
della retina disponibili in commercio: la tomografia a coerenza ottica e
l'elettroretinogramma multifocale. Si tratta di due indagini molto
differenti , la prima di natura anatomica e la seconda di natura
funzionale. Secondo l'autore, in virtù della facilità di esecuzione e
del gran numero di patologie nelle quali può essere utilizzata,
patologie retiniche ma anche glaucoma, l'OCT è molto promettente. Al
contrario, la complessità e il tempo necessario alla sua realizzazione
svantaggiano l'elettroretinogramma multifocale, tuttora limitato ai
centri specializzati.

(Da Rassegna Stampa Oftalmologia)

lunedì 13 dicembre 2010

La vitamina A e la ciclosporina nella sindrome da occhio secco

Il Dr. Kim e collaboratori ha condotto uno studio sull'efficacia del
retinil palmitato (vitamina A) e della ciclosporina A nella sindrome da
occhio secco.Nello studio, che includeva 150 pazienti con secchezza
oculare, venivano considerati tre gruppi di 50 pazienti.
Il primo gruppo veniva trattato con ciclosporina A gocce allo 0,05 %,
due volte al dì; nel secondo con retinil palmitato allo 0,05% (vitamina
A) quattro volte al dì; nel terzo gruppo non veniva fatto nessun
trattamento tranne somministrazione di sole lacrime artificiali che nei
primi 2 gruppi venivano associate agli altri 2 farmaci.
L'esame corneale alla fluoresceina, il test di Schirmer (senza
anestetico), il test di break-up time, l'impressione citologica ed i
sintomi oculari venivano presi come parametri per le variazioni
obiettive e soggettive, prima e dopo la terapia.
Ambedue i gruppi trattati con vitamina A e ciclosporina dimostrano un
notevole miglioramento nella visione e nella sintomatologia con un
miglioramento dei test della lacrimazione. Il miglioramento era più
evidente in questi due gruppi rispetto al gruppo trattato solo con la
terapia a base di sole lacrime artificiali.
(Da Eye Net )

giovedì 2 dicembre 2010

Cinema in 3D: sì o no?

L' idea di creare film in tre dimensioni compare quasi
contemporaneamente con la nascita del cinema stesso più di 100 anni fa.
La prima tecnologia studiata rendeva quella in 3D una visione per pochi
a causa dell'estremo sforzo sensoriale che veniva richiesto agli occhi e
al cervello dello spettatore.
Per trovare tecniche adeguate al vasto pubblico bisogna aspettare i
primi anni '50, considerati l'epoca d'oro del 3D.
Oggi la visione dei film in tre dimensioni è diventata sempre più
confortevole con l'avvento nelle sale cinematografiche di IMAX che ha
cominciato ad attrezzare i suoi cinema con strumentazione dedicata
esclusivamente a questo tipo di film.
La creazione di questi film consta di quattro fasi:

* Creazione dei contenuti 3D
* Memorizzazione dei contenuti 3D
* Proiezione dei contenuti 3D
* Visualizzazione dei contenuti 3D da parte dello spettatore.

Per registrare in tridimensionalità le telecamere dedicate si rifanno
alla struttura del sistema visivo umano con due obbiettivi posti ad una
distanza simile alla distanza interpupillare media umana che, per la
razza Europea è di 6.35 cm.
Registrando in tal modo,sullo schermo vengono proiettate due immagini
molto simili ma spostate leggermente l'una rispetto all'altra che poi
vengono rese singole e in tre dimensioni dal cervello dello spettatore
in sala.
La ricostruzione dell'immagine singola e sollevata rispetto allo schermo
è resa possibile dalla distanza e dalla polarizzazione tra le due immagini.
Maggiore sarà l'angolo di polarizzazione più grande sarà l'effetto
tridimensionale.
Per vedere un film in 3D in sala vengono distribuiti i famosi
"occhialini" le cui lenti hanno la stessa polarizzazione delle immagini
proiettate sullo schermo.
Gli occhialini possono anche essere costruiti con lenti una di colore
rosso e una di colore verde che hanno la stessa funzione di quelli
dotati solamente di lenti polarizzate ma richiedono un tempo leggermente
più lungo di adattamento.
Nonostante la visione umana sia in tre dimensioni l'assistere a questi
film fa insorgere in alcuni spettatori disturbi diversi,come nausea o
cefalea,cosa che ha fatto nascere il dubbio sulla loro innocuità.
La prima risposta che viene data a riguardo è che, laddove non siano già
conosciute, la visione dei film in 3D a volte fa emergere problematiche
o patologie oculari.
La visione in tre dimensioni è possibile solo se le immagini che
arrivano al cervello provenienti dai due occhi sono uguali o comunque
molto simili.
La diversità delle immagini può derivare da patologie o da disfunzioni
dei muscoli esterni all'occhio.
Se i muscoli che permettono ai nostri occhi di muoversi presentano
alterazioni come strabismi o eteroforie (strabismi latenti non del tutto
scompensati) i nostri occhi non riusciranno a muoversi all'unisono con
la conseguente difficoltà nel mantenere entrambi la fissazione sullo
stesso punto di interesse.
Durante la visione dei film in 3D nel caso in cui lo spettatore soffra
di strabismo l'immagine sullo schermo potrà risultare doppia o come
quella di un comune film in 2D, nel caso in cui lo spettatore
presentasse un'eteroforia la visione in 3D risulterà alternata a visione
doppia.
In caso di anisometropia (differenza del difetto visivo tra i due occhi)
che normalmente fino a 2.5/3 diottrie non dà alcun sintomo,lo spettatore
riferirà nausea o cefalea soprattutto se la visione con gli occhialini
polarizzati è prolungata nel tempo.
È comunque possibile che persone che non hanno alcuna disfunzione a
livello dell'apparato visivo abbiano difficoltà nella visione dei film
in 3D: questo è dovuto al fatto che per avere una buona visione
tridimensionale le immagini che arrivano al cervello devono essere molto
simili.
Ci sono difetti visivi,che prendono il nome di aberrazioni, che non
possono essere corrette dai comuni occhiali e che nella vita di tutti i
giorni non creano alcun problema alla visione stereoscopica ma in
particolari condizioni come quelle della visione di un film in tre
dimensioni possono impedire il comfort visivo.
Per evitare il possibile mal di testa o la sensazione di nausea bisogna
lasciarsi trascinare dal flusso delle immagini tenendo conto che
l'esperienza fatta in questo tipo di film ha portato i registi a
lasciare tempi più lunghi per adattarsi al cambio di scenario mantenendo
a fuoco una sola cosa alla volta e rallentando le scene d'azione.
L'industria del 3D è nel pieno della sua ascesa le prossime applicazioni
le vedremo nei concerti, negli eventi sportivi (i mondiali di calcio
sono già stati trasmessi in tre dimensioni), nei videogiochi e nelle
piattaforme televisive (direcTV,Sky e Canal+).
You Tube offre già contenuti in 3D e con l'imminente arrivo delle
videocamere capaci di registrare in questo formato arriveranno presto i
filmati dagli utenti.
L'ostacolo da cui ora bisogna svincolarsi è l'utilizzo degli occhialini.
Nel mondo si stanno sperimentando altre metodologie capaci di fornire
immagini stereoscopiche come l'olografia, già ampliamente sperimentata
per soggetti fermi,in via di sviluppo per quelli in movimento.
Alla luce delle considerazioni fatte dal Consiglio Superiore della
Sanità il Ministro della salute ha firmato la circolare "Occhiali 3D per
la visione di spettacoli cinematografici" in cui si sottolinea che per i
soggetti di tenera età l'utilizzo di occhialini polarizzati potrebbe far
insorgere qualche disturbo di ordine funzionale come nausea, vertigini
od emicrania senza tuttavia che si abbiano danni o patologie irreversibili.
Presupposto quanto detto dal Consiglio Superiore della Sanità,la
circolare firmata dal ministro sconsiglia la visione di spettacoli
cinematografici stereoscopici per i bambini al di sotto dei sei anni di
età e per più di uno spettacolo.
La circolare, infine, decreta che alla luce del potenziale rischio di
trasmissione di infezioni batteriche e virali gli spettatori debbano
usufruire di occhialini polarizzati monouso.
Ma quindi: fa bene o fa male guardare i film in 3D?
La visione dei film in 3 dimensioni non crea alcun danno irreversibile
ma costituisce un ottimo screening per le patologie oculari e motorie;
se si hanno disturbi durante la visione è meglio farsi visitare.
Quindi fanno bene gli adulti ad andare a vedere i film in stereoscopia
ma ancora meglio fanno portando i bambini, rispettando i limiti di età
imposti dal Ministero della Sanità, poiché è possibile diagnosticare
precocemente patologie o alterazioni potenzialmente gravi.
(Da La voce AICCER)