Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

mercoledì 30 marzo 2011

Occhi e trucchi per prevenire gli inestetismi

Gioia, dolore, tristezza, stress sono tutte situazioni che coinvolgono e segnano lo sguardo di una persona e interessano il movimento di numerosi muscoli e di piccole porzioni di derma, che con il trascorrere degli anni finiscono per lasciare tracce.
Senza ricorrere a interventi di chirurgia plastica, è possibile seguire dei piccoli accorgimenti che, seppur non risolutivi del problema, risultano quantomeno utili nel rallentare l’invecchiamento cutaneo limitando o riducendo gli effetti sul viso.
Una regola semplice ma molto importante consiste nell’idratare e nutrire quotidianamente il più possibile la cute della zona del contorno occhi per prevenire la comparsa delle cosiddette “zampe di gallina”. Quindi applicare, a creme per il viso e per le palpebre, purchè specifiche, ricordando, però, due cose: che tali prodotti spesso contengono principi attivi molto forti che possono anche finire con l’irritare gli occhi, e che e' sempre sbagliato stendere la crema per il viso, da giorno o da notte che sia, sulle palpebre; e comunque prima di applicare le creme è bene mettere uno-due gocce di lacrime artificiali che creano un velo protettivo sulla struttura esterna dell’occhio.
La mattina, poi, per evitare spiacevoli gonfiori e quell’aria di stanchezza che spesso rimane tutto il giorno, un lieve massaggio, molto morbido può essere utile; come anche applicare sul viso una maschera fredda di frigorifero su  tempie e naso: gli occhi appariranno sicuramente più vivaci e giovanili e anche il risveglio sarà più tonico.
Un’altra procedura, da seguire quando si ha un po' di tempo libero nell’arco della giornata, consiste nel fare la ginnastica perioculare: basta tenere gli occhi chiusi e stretti al massimo, contando fino a dieci e arcuando al massimo le sopracciglia; ripetendo questo esercizio per almeno cinque volte varie volte durante il giorno si otterrà l’effetto di rassodare la pelle, evitando cedimenti della struttura e le onnipresenti borse.
Un altro consiste nell’appoggiare a occhi aperti l’indice sopra la palpebra superiore e il pollice su quella inferiore e cercare di chiudere le palpebre contrastandone l’azione!
Un terzo: chiudere gli occhi e con i due indici appoggiati al canto esterno e tirare la pelle verso le orecchie: contemporaneamente aprire e chiudere gli occhi.Se poi si hanno borse sotto gli occhi, un inestetismo che emerge e si accentua con l’età, una procedura veloce ma efficace prima di andare a dormire consiste nello sdraiarsi e applicare sugli occhi chiusi due compresse di cotone (quelle usate solitamente per struccarsi) imbevute di camomilla fredda o di acqua di rose: in 10 minuti si ottiene un ottimo effetto decongestionante e rinfrescante.
E se con tutto ciò qualche rughetta rimane…. il tempo che passa non può essere fermato.
(Da Igiene Oculare)

 

mercoledì 23 marzo 2011

La luteina come terapia adatta ai pazienti affetti da retinite pigmentosa

E’ stata effettuata una ricerca su un’ampia casistica di 225 pazienti affetti da retinite pigmentosa. A questi pazienti è stata somministrata una terapia a base di vitamina A e luteina. Queste due sostanze hanno un’attività terapeutica coadiuvante nella prevenzione dell’invecchiamento retinico;  sono, cioè, due sostanze specifiche per il mantenimento delle strutture retiniche. Le malattie degenerative retiniche, come la retinite pigmentosa, portano ad una grave diminuzione della vista, con una grave riduzione del campo visivo.

I pazienti trattati, tutti non fumatori, sono stati sottoposti ad una terapia a base di compresse di vitamina A e luteina per 4 anni. L’analisi del campo visivo non ha dimostrato tanto un’influenza delle terapie sul campo visivo centrale ma, a distanza di 4 anni, quello che ha rilevato è stato una conservazione del campo visivo medio periferico, quello che normalmente è più colpito da questa malattia.

La luteina e la vitamina A, come anche altri farmaci della classe delle sostanze antiossidanti, possono dare un buon contributo nella terapia di alcune malattie retiniche.

Non sono state rilevate controindicazioni ed effetti collaterali nei pazienti sottoposti a queste terapie.

(Da Archivies of Ophthalmology)

 

mercoledì 16 marzo 2011

Cosa significa cornea idonea per il trapianto?

La chirurgia del trapianto di cornea negli ultimi quattro anni ha subito notevoli cambiamenti nel sistema di valutazione dell’idoneità dei tessuti per il trapianto.

Questa rivoluzione attuata da chirurghi italiani,la cui bravura e professionalità è riconosciuta a livello mondiale,ha permesso all’Italia di diventare il paese di riferimento in Europa per quel che riguarda la valutazione dei tessuti e il trapianto di cornea.

Le Banche degli Occhi italiane per affermare le attuali certezze in materia si è spesso dovuta confrontare e, talvolta, scontrare con un concetto non del tutto scomparso che si può riassumere in questa affermazione: “ma come erano belle quelle cornee appena espiantate e subito trapiantate”.

Accantonata definitivamente questa affermazione,se non altro per la garanzia medico-legale che solamente una Banca Degli Occhi può dare ad un tessuto da trapiantare, possiamo discutere su quali sono le attuali caratteristiche che una cornea deve avere per essere certificata trapiantabile.

Per tradizione ed esperienza i parametri che il chirurgo tiene maggiormente in considerazione sono l’età del donatore, l’intervallo intercorso tra morte e prelievo e il diametro del lembo ancora trasparente.

L’ esperienza accumulata dalle banche degli occhi ha però posto l’accento anche su altre caratteristiche come la densità delle cellule endoteliali (cellule dello strato interno della cornea) mortalità e morfologia delle stesse.

Un ulteriore parametro che solo le banche europee analizzano è la valutazione microbiologica eseguita prima,durante e dopo gli esami per l’idoneità.

Tranne la valutazione microbiologica tutti gli altri parametri si basano sull’ osservazione al microscopio elettronico la cui interpretazione risulta per questo soggettiva.

Questo problema è stato posto due anni fa alla banca degli occhi di Monza ed è stato risolto creando una tabella a punti che tiene conto della diversa importanza che ciascuno dei parametri sovracitati ha nella determinazione dell’ idoneità di un tessuto.

Questo sistema di valutazione uniforma il sistema di valutazione e permette a qualsiasi addetto ai lavori di risalire alle condizioni in cui il tessuto versava nel momento in cui è stato valutato.

Un altro vantaggio dell’utilizzo di queste tabelle è che le nuove esperienze e il follow-up dei recenti interventi possono portare alla modifica dei valori e del peso di ciascun parametro.

Per fare un esempio pratico:secondo le direttive attuali l’età del donatore ha un peso di 20 punti, ma quanto veramente conti l’età del donatore nessuno lo sa.

I punti sono stati assegnati considerando che con l’aumento dell’età ci sia uno decadimento dei tessuti, per questo si cerca di mantenere un rapporto tra l’età del ricevente e del donatore.

L’esperienza ci sta però dicendo che le cornee “giovani” hanno sì una buona salute cellulare però sono molto reattive da un punto di vista biologico ed immunologica,inconveniente che non si evidenzia nelle cornee “over 75”.

La necessità di creare un modello di valutazione oggettivo come possono essere le tabelle di valutazione nasce dall’ esigenza di dover necessariamente assegnare cornee di qualità diverse ai molti che aspettano un trapianto.

Se tutti i tessuti avessero la medesima qualità non si avrebbe l’esigenza di dover fare selezione.

(da L’ Oculista Italiano)

 

 

mercoledì 2 marzo 2011

Bambini e congiuntiviti:il primo trattamento antibiotico oculare di 3 giorni

**La congiuntivite batterica purulenta è una delle patologie oculari più
frequenti nei bambini con un' incidenza di un bambino su otto all'anno.
Gli antibiotici topici forniscono una buona terapia, diminuendo i
sintomi, sconfiggendo i batteri ed escludendo possibili complicazioni
che minacciano la vista.
La maggioranza degli antibiotici vengono prescritti in modo
empirico,senza avere la certezza di quale batterio sia realmente
responsabile della patologia.
È stato quindi condotto uno studio randomizzato che mette a confronto
due antibiotici ad ampio spettro: la Tobramicina e l' Azitromicina.
Lo studio è stato condotto in sette paesi con un campione di 1043
pazienti di tutte le età somministrando 1 goccia di Azitromicina 2 volte
al giorno per 3 giorni e 1 goccia di Tobramicina ogni 2 ore per 2 giorni
e poi 4 volte al giorno per 5 giorni.
L'esame con la lampada a fessura e la coltura microbiologica sono stati
eseguiti il giorno 0, il giorno 3 e il giorno 9.
Entrambi i trattamenti sono risultati efficaci al giorno 9.
Le differenze si trovano analizzando l'intera durata della terapia: al
giorno 3, infatti, il numero di pazienti guariti era significativamente
maggiore nel gruppo trattato con azitromicina.
Per quanto riguarda la sicurezza, entrambi sono risultati ben tollerati
con solo un bambino nel gruppo trattato con azitromicina e due nel
gruppo trattato con tobramicina che presentavano prurito, bruciore,
sensazione di corpo estraneo.
In nessun caso si è riscontrata compromissione della superficie oculare.
Lo studio non ha mostrato differenze tra la popolazione adulta e quella
pediatrica.
L'azitromicina può quindi considerarsi a tutti gli effetti una valida
alternativa alla tobramicina con il vantaggio di una minore durata della
terapia, dovuta all'elevata penetrazione intracellulare.
La modalità di instillazione, breve ed efficace (una goccia, due volte
al giorno, per tre giorni) , rende l' azitromicina particolarmente
indicata per la terapia in età pediatrica.
(da "Trattamento delle Malattie Oculari")