Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

venerdì 20 maggio 2011

Scoperta nuova malattia oculare genetica

I ricercatori dell’università dell’Iowa hanno scoperto una nuova malattia a carattere genetico che colpisce la macula.

Le persone affette da questa patologia tendono a sviluppare a livello di questa zona grandi vasi molto deboli che tendono a sanguinare provocando dei danni molto gravi.

Una volta capito che si trattava di una malattia oculare non ancora classificata, i ricercatori hanno studiato 20 familiari della persona malata i quali presentavano disturbi visivi più o meno gravi.

Di questi pazienti alcuni hanno perso parzialmente la visione centrale, altri sono affetti da strabismo.

Attualmente i ricercatori stanno lavorando per individuare il gene responsabile di questa patologia per riuscire,un domani, a sostituirlo con un gene sano mediante terapia genica.

(da Oftalmologia Sociale)

 

giovedì 12 maggio 2011

Diabete e vista

Il trattamento dell’edema retinico maculare diabetico può essere: la terapia laser , la terapia farmacologica , la chirurgia.

E’ indubbio che la terapia laser è sicuramente la più utilizzata nella storia della terapia retinica con riconosciuta efficacia.

Per quanto riguarda le tecniche di diagnosi dei problemi retinici con l’avvento di strumenti sempre più sofisticati e precisi (OCT= tomografia ottica coerente) è possibile rilevare alterazioni retiniche anche negli stadi iniziali più precoci. La possibilità di misurare lo spessore retinico con grande precisione permette di monitorare l’avanzamento o la regressione, anche lieve, del processo edematoso-retinico.

Una equipe irlandese, guidata dal Dr. Maeve O’Doherty e Dr.ssa Marie Mickey Dwyer del Limerick Regional Hospital ha fatto una “rassegna stampa” nella letteratura oftalmologica a proposito di terapia laser, terapia steroidea, terapia antiangiogenica e chirurgia nell’edema maculare diabetico dal 1997 al 2007.

La terapia laser è sicuramente una delle più efficaci sia per l’edema retinico sia per la retinopatia diabetica proliferante. Questa terapia riesce a mantenere la capacità visiva negli occhi colpiti da retinopatia diabetica grazie al fatto che si distruggono le aree ischemiche, malate, aiutando la sopravvivenza delle aree retiniche non colpite.

Differenti tipi di laser vengono utilizzati e difficile è esprimersi sulla maggior efficacia dell’uno rispetto all’altro (argon, diodi, dye, krypton).

Naturalmente la terapia laser non è esente da complicazioni:

la sofferenza centrale da compromissione foveale, difetti centrali del campo visivo, alterazione della visione dei colori, fibrosi retinica.

A lungo termine più del 60% dei pazienti trattati con laser non riferiscono complicazioni , il 20% ha sviluppato fibrosi retiniche parziali ed aree atrofiche, soprattutto nelle retinopatie diabetiche più avanzate (essudati ed aree ischemiche più diffuse).

La terapia chirurgica è più indicata laddove la terapia laser non ha avuto l’efficacia sperata. Questo tipo di chirurgia viene chiamata vitrectomia e, di solito, tutti gli oftalmologi sono concordi, viene riservata ai casi in cui la proliferazione vitreo retinica e l’edema maculare sono molto avanzati. Questo tipo di chirurgia può dare complicanze più importanti , anche correlate alla gravità della retinopatia diabetica, come emorragia vitreale, distacco di retina, cataratta e glaucoma.

La terapia steroidea è di sicura efficacia nella terapia dell’edema maculare nel diabetico. Le iniezioni intravitreali di cortisone (triamcinolone acetato) hanno avuto sicuramente successo anche se non sono da escludere le possibili complicanze come il glaucoma, la cataratta e, molto rare, le infezioni intraoculari.

Le iniezioni intravitreali nella cura dell’edema retinico vanno ripetute nel tempo per mantenere l’efficacia terapeutica. Il 50% dei pazienti trattati ha sviluppato nel futuro cataratta anche se, indipendentemente dal cortisone, i soggetti diabetici sono predisposti all’insorgenza di questa patologia.

Sempre nel settore delle iniezioni intravitreali di cortisone si stanno anche utilizzando inserti di fluocinolone acetonide e desametasone.

Questa terapia può essere anche associata alla terapia laser.

La terapia con sostanze antiangiogeniche per l’edema retinico è più recente. Esistono delle sostanze nel nostro corpo che favoriscono la crescita dei vasi sanguigni (sostanze angiogeniche) in condizioni particolari, cioè quando il tessuto è sofferente e privo di nutrimento (ischemia). Questi vasi “nuovi” molto aggressivi sono perlopiù vasi anomali che provocano emorragie e distruggono i tessuti vicini. I farmaci cosiddetti antiangiogenici sono farmaci che inibiscono e bloccano la proliferazione di questi vasi.Questa terapia è un’alternativa molto efficace nella cura dell’edema retinico e delle degenerazioni maculari senili edematose emorragiche.

Queste sostanze iniettate nel vitreo sono sostanzialmente 3:

Pegaptanib (Macugen, Pfizer)

Ranibizumab (Lucentis, Novartis)

Bevacizumab (Avastin, Genentech)

Tutte e tre le sostanze antiangiogeniche hanno dimostrato una indubbia efficacia anche se come nella terapia steroidea il farmaco va somministrato ripetutamente.

Le iniezioni intravitreali di queste sostanze possono avere complicazioni quali ipertono oculare, fibrosi retinica ed infezioni intraoculari.

(Da Ophthalmology Times Europe)

 

giovedì 5 maggio 2011

Occhio secco: schemi attuali nell'utilizzo dei test diagnostici nella valutazione della sindrome

Si tratta di una descrizione delle pratiche diagnostiche più utilizzate da un gruppo di 16 esperti della sindrome da occhio secco. La raccolta e l’analisi dei sintomi presentati dal paziente svolgono un ruolo centrale nell’iter diagnostico. I test oggettivi più utilizzati durante la visita iniziale sono stati : il tempo di rottura del film lacrimale (93%), la colorazione della cornea (85%), l’analisi del film lacrimale (76%), la colorazione della congiuntiva (74%) e il testo di Schirmer (54%) . Al momento dell’esame iniziale gli esperti hanno utilizzato la media dei 6 test. Tuttavia, i test oggettivi sono solo debolmente correlati con la gravità dei sintomi; è, perciò, necessario sviluppare nuovi test diagnostici per il trattamento delle sindromi secche oculari.

(Da Oftalmologia)