Le malattie dell'occhio

Tutte le malattie dell'occhio, le novità che riguardano la cura e la prevenzione.

giovedì 30 giugno 2011

Cheratocono: recenti considerazioni riguardo al trattamento combinato di prk e crosslinking corneale

Dopo circa 10 anni di follow up del trattamento combinato di PRK con il crosslinking corneale nei pazienti con cheratocono si hanno dei buoni risultati.
Il Dr Kannellopoulos ha presentato alla scorsa edizione invernale del Congresso dell’European Society of Refractive and Cataract Surgery (ESRCS) la sua esperienza; egli afferma che la combinazione di questi due trattamenti consente di ottenere una maggior regolarizzazione della superficie corneale anche se non si corregge la refrazione del paziente.
Il medico ha trattato circa 800 casi, i quali hanno ricevuto, nella stessa seduta, un trattamento PRK parziale sotto giuda topografica seguito immediatamente dopo dal trattamento di crosslinking con Riboflavina.
La ragione di un trattamento PRK sotto guida topografica sta nella possibilità di ottenere, così facendo, una superficie corneale più liscia ed omogenea e limitarne il suo appiattimento.
A distanza di 26 mesi la cornea dei pazienti trattati mostra una buona resistenza e forza grazie alla reazione di linking che avviene tra le fibre collagene corneali.
(da Cataract and Refractive Surgery Today)

 

venerdì 24 giugno 2011

Visione bionica

Cat, mat, dad, (gatto,tappetino,papà) sono le prime tre parole lette da un cieco a seguito dell’ intervento per l’ impianto della “retina artificiale”,

L’ intervento è stato eseguito in Inghilterra presso il Manchester Royal Eye Hospital ad un paziente di cinquant’anni che a venti aveva perso la vista a causa della retinite pigmentosa.

La visione di cui è tornato a godere è in bianco e nero e le immagini del mondo circostante sono formate da 60 quadratini (6x10 pixel).

Questo intervento non sarebbe stato possibile se il nervo ottico del paziente non fosse stato integro; infatti il chip che viene impiantato raccoglie la luce proveniente dall’ esterno proprio come fa la retina ma la trasmissione del segnale luminoso all’area del cervello deputata alla visione deve comunque essere fatta dal nervo ottico.

Per questo motivo l’impianto può essere eseguito solo in pazienti particolarmente selezionati in cui le funzionalità del nervo ottico risultano integre.

L’intervento è stato eseguito su 32 pazienti nel mondo e per tutti, sebbene la visione risulti alquanto grossolana, si è trattato di una sorta di rinascita.

(da Oftalmologia Sociale)

 

giovedì 16 giugno 2011

L'OCT Tomografia a Coerenza Ottica nella diagnosi del glaucoma

La tomografia a coerenza ottica è un esame non invasivo, non a contatto, che sfrutta un fascio di luce vicina agli infrarossi che attraversa i tessuti oculari dando delle immagini ad alta risoluzione.

Lo strumento RTVue OCT non è solo impiegato per lo studio e analisi delle strutture retiniche (macula, coroide,ecc) ma anche per quelle del nervo ottico. Questa tecnica di esame è un valido aiuto all’oftalmologo nella cura e follow up della malattia glaucomatosa. A questo vengono associati altri esami: biomicroscopia (lampada a fessura), tonometria (pressione intraoculare), esame del fundus oculi (osservazione della colorazione ed escavazione del nervo ottico), perimetria computerizzata (campo visivo), pachimetria (spessore corneale).

L’esame OCT nell’analisi del nervo ottico ha una grandissima riproducibilità, è un test di facile esecuzione, veloce, soprattutto utile per i pazienti meno giovani che danno minor collaborazione e maggior difficoltà nell’esecuzione del campo visivo più lungo ed impegnativo.

Con l’esame tomografico è possibile misurare velocemente lo spessore delle fibre del nervo ottico e la sua conformazione. Queste misurazioni sono meno influenzate dalla collaborazione del paziente rispetto a quello che avviene nell’esecuzione del campo visivo in cui l’azione del paziente è fondamentale. L’influenza della cataratta sul risultato dell’esame è minore nell’OCT rispetto al campo visivo, cioè le opacità dei mezzi diottrici (cornea e cristallino) influenzano meno l’esame OCT di quanto possano influenzare l’esame del campo visivo.

La tomografia a coerenza ottica nel glaucoma è un utile esame per la cura e follow up del glaucoma, assumendo un ruolo di complementarità assieme agli altri esami diagnostici del glaucoma.

(Da Cataract Surgery)

 

 

 

mercoledì 1 giugno 2011

Ipermetropia dopo cheratotomia radiale

Autori Giapponesi del Dipartimento di Oftalmologia della Università di Kitasato, Kanagawa, hanno operato con una ICL (cristallino artificiale fachico da camera posteriore) un paziente ipermetrope dopo RK (cheratotomia radiale).

Prima dell’intervento aveva un difetto di 5,5 diottrie con un astigmatismo di -1,5 diottrie. Senza lenti vedeva 2/10, con le lenti arrivava a vedere 12/10.

Dopo l’intervento vedeva 8/10 senza lenti e sempre 12/10 con lente: era residuata una ipermetropia di 0,5 diottrie e un astigmatismo di -1,25 diottrie.

Il paziente è stato seguito per un anno e non ci sono state complicanze serie.

Considerando che la RK rende la cornea non stabile, una ICL  può essere una opzione chirurgica ottimale, in alternativa ad un trattamento con laser ad eccimeri.

(Da J Cataract  Refract Surg)